Questo post è stato pubblicato il Agosto 19, 2009 alle 10:09 am ed è archiviato in ars, libri, memorandum . Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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Bene… hai fatto bene a tornare! E poi sono un convinto sostenire del blog “per dire qualcosa”, piuttosto che “per qualcosa da dire”. Se hai argomenti scrivi, se no no! (e per fortuna non ti avevo tolta dai link e dal mio feedreader!!!!!!!)
è stato davvero un triste momento ieri…quando ho saputo che la Nanda ci ha lasciato. la conobbi leggendo le sue introduzioni alle prime stampe in italiano dei testi di dylan(c’ da dire per onestà che non fu di certo una traduttrice ineccepibile) o apprezzando la sua pioneristica e fondamentale prima traduzione di quell’ a dir poco fenomenale libro che è l antologia di spoon river(solo questo basterebbe per indicarne l immenso peso culturale)…e poi,quasi all insaputa,ebbi l’onore di incontrarla di persona,quando ero con un amico ad una conferenza sull’amato dylan dove lei,pur talmente anziana e visibilmente malata che faticava a parlare,riuscì a raccontarci con la sua flebile vocina ormai in lacrime di quella volta a berkely ‘66 dove vide e incontrò il sommo…poi,disse, cercai per anni di rivederlo ma successe solo a fine anni 90,a roma.lo rividi,ci abbracciammmo,gli dissi” nn sei cambiato per nulla…”,mi rispose”it’s impossible”.
quella voce così tenue da farsi mangiare dalle lacrime di gioia mi trasmettevano un senso del tempo e una saggezza che solo mia nonna poteva in egual modo…ciao Nanda e grazie!
Agosto 19, 2009 a 1:43 pm
Bene… hai fatto bene a tornare! E poi sono un convinto sostenire del blog “per dire qualcosa”, piuttosto che “per qualcosa da dire”. Se hai argomenti scrivi, se no no! (e per fortuna non ti avevo tolta dai link e dal mio feedreader!!!!!!!)
Agosto 20, 2009 a 6:56 pm
è stato davvero un triste momento ieri…quando ho saputo che la Nanda ci ha lasciato. la conobbi leggendo le sue introduzioni alle prime stampe in italiano dei testi di dylan(c’ da dire per onestà che non fu di certo una traduttrice ineccepibile) o apprezzando la sua pioneristica e fondamentale prima traduzione di quell’ a dir poco fenomenale libro che è l antologia di spoon river(solo questo basterebbe per indicarne l immenso peso culturale)…e poi,quasi all insaputa,ebbi l’onore di incontrarla di persona,quando ero con un amico ad una conferenza sull’amato dylan dove lei,pur talmente anziana e visibilmente malata che faticava a parlare,riuscì a raccontarci con la sua flebile vocina ormai in lacrime di quella volta a berkely ‘66 dove vide e incontrò il sommo…poi,disse, cercai per anni di rivederlo ma successe solo a fine anni 90,a roma.lo rividi,ci abbracciammmo,gli dissi” nn sei cambiato per nulla…”,mi rispose”it’s impossible”.
quella voce così tenue da farsi mangiare dalle lacrime di gioia mi trasmettevano un senso del tempo e una saggezza che solo mia nonna poteva in egual modo…ciao Nanda e grazie!