Meno uno.

Giugno 18, 2009

Quante volte mi è capitato di immaginare qualcosa, un evento futuro, di costruirlo nella mente e poi di esserne delusa? Quante volte ho immaginato una persona inventandola completamente? Quanto tempo perso a pianificare atteggiamenti e conseguenze impianificabili? Cercando sempre di essere l’unica creatrice del futuro, cercando di tagliare fuori destino, imprevisti e lacrime. Solo tu, fra tutti, sei riuscito a calmare questa parte di me. Ora non riesco più a fare qualcosa solo per me, senza ansia, senza preoccuparmi di tutto ciò che sta intorno. Tutto sta intorno e non dovrebbe toccarmi. Non tutto l’intorno vorrei eliminare, ma solo l’intorno che razionalmente non m’importa, ma che non mi sta dando tregua. Andatevene, aspettative maledette, perchè non mi fate respirare.

C’è afa. Poco più di un giorno fa il primo esame è andato, e sono già davanti al pc: devo scrivere una tesina di venti pagine sulle adozioni internazionali. Troppe aspettative distruggono impegno, intelligenza, calma. Scrivere ricostruisce tutto.

” Pronunciare una ferita quando è appena ricucita non è semplice. Arginare la tensione, contenere un’emozione è più nobile. “

Cristina Donà, “Conosci”


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