La Madre è di una città, il Padre di un piccolo paese. Siamo sempre in nord Italia, i due luoghi non distano che un centinaio di kilometri. Due mondi separati, i kilometri non c’entrano. La Madre e il Padre sono entrambi molto attaccati alla propria famiglia, com’è giusto. La Madre, sue malgrado, si trasferisce nel paese del Padre e mal sopporta la famiglia di lui. E’ lontana dalla sua città e dai suoi cari e ne soffre molto. Cominciano anche i litigi, le cose si mettono male. I kilometri sono sempre gli stessi, tra il paese e la città, ma sembrano moltiplicati. La Figlia e il Figlio sopportano: imparano a sopportare ancora prima di capire. Talvolta vanno a trovare i nonni della città, e sono un pò confusi. C’è la famiglia della città, e la famiglia del paese: loro stanno lì fisse, quello è il loro posto. Sono la Madre, il Padre, il Figlio e la Figlia che si spostano. Ogni spostamento è un litigio, e in più i figli cominciano a stufarsi. Bisogna traslocare, sentenzia la Madre. Si trasloca quindi nella cittadina più vicina al paese, una ventina di kilometri. Un altro mondo ancora. Non siamo nè in città, nè in paese. Abbastanza lontani dal paese, pensa la Madre. Ma è quello che hanno pensato tutti, con sentimenti diversi. Nel frattempo la famiglia della Madre rimane in città, quella del Padre nel paese. E loro continuano a spostarsi. Un Natale in città, una Pasqua in paese e così via. Nonni, zii, cugini di città e paese vivono e crescono insieme, e ogni tanto vedono arrivare questi quattro personaggi che non appartengono a nessun posto. La Madre vorrebbe appartenere alla città, ma ormai ne è lontana da troppo tempo; il Padre vorrebbe essere ancora un paesano, ma è stato troppo lontano. Non parliamo del Figlio e della Figlia: nè di città, nè di paese. Ogni volta che vedono i cugini con zii e nonni se ne rendono conto. Il bene c’è, ma la conoscenza data dalla quotidianità quella no, proprio no. La Madre e il Padre forse non se ne sono ancora resi conto, ma il Figlio e la Figlia questi pensieri li hanno da sempre. E sempre li avranno.
* addio zio Cesare.




