Archivio per Agosto, 2008

Padre, Madre, Figlio, Figlia.

Posted in Senza Categoria on Agosto 28, 2008 by Julie

La Madre è di una città, il Padre di un piccolo paese. Siamo sempre in nord Italia, i due luoghi non distano che un centinaio di kilometri. Due mondi separati, i kilometri non c’entrano. La Madre e il Padre sono entrambi molto attaccati alla propria famiglia, com’è giusto. La Madre, sue malgrado, si trasferisce nel paese del Padre e mal sopporta la famiglia di lui. E’ lontana dalla sua città e dai suoi cari e ne soffre molto. Cominciano anche i litigi, le cose si mettono male. I kilometri sono sempre gli stessi, tra il paese e la città, ma sembrano moltiplicati. La Figlia e il Figlio sopportano: imparano a sopportare ancora prima di capire. Talvolta vanno a trovare i nonni della città, e sono un pò confusi. C’è la famiglia della città, e la famiglia del paese: loro stanno lì fisse, quello è il loro posto. Sono la Madre, il Padre, il Figlio e la Figlia che si spostano. Ogni spostamento è un litigio, e in più i figli cominciano a stufarsi. Bisogna traslocare, sentenzia la Madre. Si trasloca quindi nella cittadina più vicina al paese, una ventina di kilometri. Un altro mondo ancora. Non siamo nè in città, nè in paese. Abbastanza lontani dal paese, pensa la Madre. Ma è quello che hanno pensato tutti, con sentimenti diversi. Nel frattempo la famiglia della Madre rimane in città, quella del Padre nel paese. E loro continuano a spostarsi. Un Natale in città, una Pasqua in paese e così via. Nonni, zii, cugini di città e paese vivono e crescono insieme, e ogni tanto vedono arrivare questi quattro personaggi che non appartengono a nessun posto. La Madre vorrebbe appartenere alla città, ma ormai ne è lontana da troppo tempo; il Padre vorrebbe essere ancora un paesano, ma è stato troppo lontano. Non parliamo del Figlio e della Figlia: nè di città, nè di paese. Ogni volta che vedono i cugini con zii e nonni se ne rendono conto. Il bene c’è, ma la conoscenza data dalla quotidianità quella no, proprio no. La Madre e il Padre forse non se ne sono ancora resi conto, ma il Figlio e la Figlia questi pensieri li hanno da sempre. E sempre li avranno.

* addio zio Cesare.

Vogliamo anche le rose

Posted in Senza Categoria on Agosto 27, 2008 by Julie

Nulla contro gli uomini a priori, sia chiaro, ma sentitevi la canzone ( è presente nel film ): è fantastica! Anzi, più che altro fa ridere, ma appunto per questo dovete ascoltarla. E già che ci siete scaricatevi il film, merita.

The smoke fight goes on.

Posted in Senza Categoria on Agosto 26, 2008 by Julie

Quasi due giorni che non tocco sigaretta. Da un pacchetto al giorno a zero. Ieri sera sono stata male, malissimo: uscire, parlare, bere caffè, bere una birra senza fumare è stato terrificante: non sono riuscita a seguire mezzo discorso, le mie mani formicolavano, per poco non ho picchiato le mie amiche. Ho avuto per due ore le lacrime agli occhi, ho chiamato Lui per sfogarmi quando ormai ero nel mio letto, senza aver fumato. Volevo fosse fiero di me, volevo vedesse e sentisse tutta la fatica. Sono stata malissimo, ma ce l’ho fatta, e non avrei mai pensato di resistere. Non voglio più essere schiava, e lo decido ora che sono ancora in tempo.

Ditemi brava!

Buoni propositi?

Posted in Senza Categoria on Agosto 24, 2008 by Julie

Questo è un post difficile. Ostico. Si parla di buoni propositi. Due parole che odio profondamente, ma che a fine agosto ( così come a gennaio ) s’intrufolano nei miei pensieri. Viscidi, inutili buoni propositi. Chiamiamoli in un altro modo. Chiamiamoli ostacoli, più realistico. Il mio ostacolo numero uno è il fumo: fumo dalla seconda liceo, fumo tanto, fumo troppo, fumo in ogni situazione e in ogni luogo. Senza la sigaretta mi sento persa: quando aspetto il treno, quando scendo dal treno, dopo il caffè, dopo colazione, dopo pranzo e dopo cena, quando aspetto qualcosa o qualcuno, quando sono nervosa, prima degli esami, dopo gli esami, quando non so cosa fare, quando parlo al telefono, in macchina. Sono irrimediabilmente drogata. Penso che senza la sigaretta sarei diversa. Ostacolo che sembra insormontabile, ma ci sto ragionando. Per ora ho sette sigarette in quell’invitante pacchetto azzurro, chiuse nel cassetto. Ho svuotato il posacenere, l’ho lavato e spostato dal terrazzo. Non so come andrà a finire. Non lo chiamo buon proposito: è solo un ostacolo. E io devo superarlo, ma non mi sbilancio. Lui vuole superarlo insieme a me, e questo mi da forza. Per ora sostituisco la sigaretta con un bicchiere d’acqua, bevuto lentamente. Ostacolo numero due: la patente. Su questo non voglio sprecare molte parole: a settembre, dopo l’esame, m’iscrivo. Stavolta davvero. L’ostacolo non sarà ancora superato, ma bisogna pur iniziare. Questi sono i miei due ostacoli.

Scendendo di un gradino si trovano…le mie aspettative. Non voglio usare il termine buoni propositi, lo aborro: aspettative. Ciò che mi aspetto da me stessa: non si tratta di veri e propri ostacoli, bensì di mete meno lontane alle quali però voglio arrivare. Voglio dare gli ultimi due esami del terzo anno che mi mancano ( diritto dell’unione europea a settembre; procedura penale a dicembre )  e ottenere ottimi risultati, voglio andare a correre più spesso, voglio mangiare più frutta, più verdura, voglio prendermi cura della pelle del mio viso, voglio essere ottimista, voglio far qualcosa di bene a me e a chi amo, voglio leggere ancora di più, voglio impegnarmi, voglio sfidare me stessa. Ho due ostacoli, e molte ( molte più di queste in verità ) aspettative. Forse sono solo dei buoni propositi, e cambiargli nome potrebbe non essere sufficiente per renderli più credibili. Qualsiasi cosa siano comincio a metterli in pratica da ora: in due ore voglio finire di leggere il libro di unione, poi mangerò una pesca e berrò un bicchierone d’acqua gelata molto lentamente; con l’aiuto di Thelma sistemerò e pulirò la mia camera, rinfrescherò la mia vanità curando mani e viso e aspetterò la sfida del dopo caffè. E’ pur sempre un inizio.

Ieri / oggi / domani?

Posted in Senza Categoria on Agosto 23, 2008 by Julie

Ieri

ho portato Thelma a fare la vaccinazione, comprato la Moleskine nuova, comprato una crema viso nuova, passato il pomeriggio con un’amica, sentito qualche goccia d’acqua sulla pelle, assaporato la città ancora deserta, riso e parlato con gusto, guardato un bel film con Thelma sulla mia pancia, dormiente, salutato una professoressa di matematica in partenza per la Somalia e il suo fidanzato francese, avvertito lampi di tensione che ho cercato di non avvertire, pensato a Lui mentre guardavo il film, sospirato e pianto come una tredicenne, attivato un account Facebook e mi chiedo ancora perchè, studiato pochissimo, pensato tante cose prima di addormantarmi, cose che mi ero ripromessa avrei scritto, anche se non le ricordo e ora apparirebbero nulla in confronto alla bellezza del dormiveglia.

Oggi

è il ventottesimo giorno, la tensione non posso far finta di non avvertirla, vorrei mandare a quel paese queste quattro mura e i loro abitanti, incuranti che qui ci sono anche io, starò finalmente con Lui, e me ne fregherò dei lampi.

( Come prevedevo questo post è molto peggio di quello che doveva essere: molto peggio di quello che avevo pensato ieri in dormiveglia, ormai svanito. Perchè i pensieri migliori li faccio quando sto per addormentarmi? Perchè non me li ricordo mai? )

Ritorni ( vorrei )

Posted in Senza Categoria on Agosto 21, 2008 by Julie

Tornata ieri sera da quelche giorno in montagna, dai nonni. Giornate di relax, di studio, di amiche che si vedono – purtroppo – solo una volta all’anno, di Thelma che comincia a graffiare e a voler uscire, di nonna sempre più vecchia e lamentosa, di nonno sempre più vecchio e saggio, di mamma più tranquilla, di Lui sentito al telefono pochi minuti al giorno. Oggi è tornato mio fratello da Barcellona, spirito libero, il solito bastiancontrario, un pò ingrassato, nero e sempre sorridente. Cominciano i discorsi univeritari, e la tensione si alza, di nuovo. Lui si deve iscrivere, io devo studiare, Lui deve studiare. E’ finita un’altra estate, e quest’anno è durata un mese. Un mese. Sono scombussolata. Devo riappropriarmi delle mie giornate, devo organizzarmi e non ho ancora voglia. Vorrei solo passare le giornate a leggere, poi uscire con Lui, poi con le amiche ( tutte disperse in isole greche o lidi egiziani, chi a studiare nel varesotto, chi a mangiar focaccia bisunta in Liguria ); vorrei sentire ancora l’estate – è estate! – e non avere questi momenti di confusione e di prematura ansia da nuovo anno. Vorrei che l’abbronzatura non se ne andasse mai, vorrei che fosse il 31 luglio, vorrei riuscire a essere sempre così rilassata. Sono rilassata, e agitata immaginando che non potrò esserlo per sempre. Si ritorna a casa, e ritornano le solite paturnie. Ma stanno già passando, sono solo paturnie, in fondo.

Julie Feticci

Posted in Senza Categoria on Agosto 13, 2008 by Julie

La mattina, quasi come prima cosa, mi assicuro che al collo ci sia il mio gattino d’oro, al polso sinistro il topino d’oro. Loro, i miei feticci. Se per feticcio si può indicare una sorta di oggetto sacro, a cui stranamente ci si affeziona. Certo, per ragioni spesso ( anche nel mio caso ) legate a una persona. Sembra esagerato, lo so, ma se non li ho addosso ne sento la mancanza.

Quali sono i vostri feticci?

Metà agosto

Posted in Senza Categoria on Agosto 12, 2008 by Julie

Thelma miagola, gioca, sgranocchia, esplora, soffia, dormicchia, si lascia timidamente accarezzare, corre per la mia camera la notte, si fa le unghie sulla mia poltrona, alle volte chiama ancora la mamma. La mattina lei mi sveglia: sgattaiola fuori dalla sua cesta di vimini e con un balzo atterra sui miei piedi. Annusa un pò le lenzuola ( io già sorrido ), ci gioca un pò e con un tonfo cade rotolando. Io mi alzo e le sorrido, provo a prenderla ma niente da fare, è svelta e indipendente, ancora un pò intimorita. Non appena apro la porta per andare in bagno, lei sporge la testa fuori dalla porta e fa gli occhi grandi: annusa un pò, capta rumori e odori, si spinge lentamente fuori dalla stanza e comincia a girovagare. Mia mamma la lascia fare, la chiama, le sorride, la mattina cerca prima lei che me: strani disturbi comportamentali da una che fino a tre giorni fa si proclamava nemica dei gatti, non trovate?

La piccola Thelma, ormai a casa sua, passa le giornate a giocare e esplorare ogni stanza, ogni spiraglio, ogni cassetto. Ogni tanto si appisola nell’angolino dietro il mio letto, ma è sempre vigile e attenta. Passano i giorni e l’adoro sempre di più. La sera metto su il mio cd preferito ( composto in occasione del viaggio in Corsica ) e tra le voce di David Bowie e la fisarmonica di Bob Dylan la faccio giocare con il suo sonaglino, poi mi metto a letto a leggere ed eccola puntuale. Leggo l’ultimo libro di De Carlo ( Durante ) con la mia gattina sul letto, assaporo le mie giornate in una città semideserta e godibilissima. Ogni tanto mi perdo nei ricordi scintillanti della nostra vacanza corsa, mi ritrovo a sorridere: mi guardo allo specchio e la mia pelle ambrata risplende. Lui è sempre con me: ogni giorno riscopro la gioia di amarlo, ogni giorno di questi ( libero da ansie, impegni stringenti, scadenze da rispettare ) mi sento in pace, corpo e spirito perfettamente allineati e in sintonia, riscopro la gioia di mangiare ( riaffiorata in Corsica, grazie alla Tua presenza, giorno e notte ) e di stare bene. Benissimo. E anche se tutto, a kilometri e kilometri da qui, precipita, io non posso fare a meno di star bene, egoisticamente rintanata sulla mia nuvola.

Ritorni e notti

Posted in Senza Categoria on Agosto 10, 2008 by Julie

Si parla di ritorni deprimenti in città e di notti in bianco. La Corsica s’è presa uno spicchio del mio cuore, la nuova arrivata e disperata Thelma invece si è presa tutte – e sottolineo tutte – le mie ore di sonno.