E’ questione di un attimo. E’ impercettibile il momento in cui scompare quella pesante foschia e riesci a vedere il sole, eppure già lì da molto tempo. Vedi delle amiche stese su un prato davanti al lago, che mangiano pasta fredda e parlano, ridono e si rilassano, mentre raggi bollenti ma gentili abbracciano i loro vent’anni. Vedi un barettino sul ciglio della strada, persone che si aggiungono, gruppetti che si formano, si disfano, tutto si rimescola come il ghiaccio nella granita al limone, come i circoli di fumo di quella sigaretta. Vedi il tuo ragazzo ricciuto che viene a prenderti ed è felice di saperti felice: le curve salgono e si trova un pò d’aria fresca, un frappè ai frutti di bosco, le parole come fiumi, i sorrisi, pensare alla Corsica e ridere. Vedi la porta della sua camera che richiudi alle tue spalle, ma poi la riapri per sbirciare un’altra volta lui che dorme, butti la borsa dove capita e corri di nuovo lì, un altro bacio veloce. Vedi un prendere forte aria, respirare finalmente, pensare alla famiglia un pò dispersa senza ansia. Vedi una pizza fra amiche, con le spalle bruciate e lattine di birra finite in un sorso. Vedi uno strano gruppetto di ragazze avviarsi in quel locale all’aperto, tutto spento, solo la musica, le luci sull’acqua, le sedie di legno, il profumo dell’estate e della tua Corona lì davanti. Respiro, sorrido, conto le ore, ringrazio il mio dio per quello che solo io so, e adesso mi riposo. Sono state quarantotto ore frizzanti, intense, piene e interessanti ma non vedo l’ora di poggiare la testa sul mio cuscino, in attesa di ricevere la telefonata di mio fratello da Barcellona. 
Bathers at Asnieres – Georges Seurat