All’avventura!

Quel mare che vedete sopra è lì che ci aspetta: un ragazzo e una ragazza squattrinati, con la loro tenda, un campeggio ancora ignoto, cartina alla mano e tanta voglia di viaggiare. All’avventura!
Quarantottore
E’ questione di un attimo. E’ impercettibile il momento in cui scompare quella pesante foschia e riesci a vedere il sole, eppure già lì da molto tempo. Vedi delle amiche stese su un prato davanti al lago, che mangiano pasta fredda e parlano, ridono e si rilassano, mentre raggi bollenti ma gentili abbracciano i loro vent’anni. Vedi un barettino sul ciglio della strada, persone che si aggiungono, gruppetti che si formano, si disfano, tutto si rimescola come il ghiaccio nella granita al limone, come i circoli di fumo di quella sigaretta. Vedi il tuo ragazzo ricciuto che viene a prenderti ed è felice di saperti felice: le curve salgono e si trova un pò d’aria fresca, un frappè ai frutti di bosco, le parole come fiumi, i sorrisi, pensare alla Corsica e ridere. Vedi la porta della sua camera che richiudi alle tue spalle, ma poi la riapri per sbirciare un’altra volta lui che dorme, butti la borsa dove capita e corri di nuovo lì, un altro bacio veloce. Vedi un prendere forte aria, respirare finalmente, pensare alla famiglia un pò dispersa senza ansia. Vedi una pizza fra amiche, con le spalle bruciate e lattine di birra finite in un sorso. Vedi uno strano gruppetto di ragazze avviarsi in quel locale all’aperto, tutto spento, solo la musica, le luci sull’acqua, le sedie di legno, il profumo dell’estate e della tua Corona lì davanti. Respiro, sorrido, conto le ore, ringrazio il mio dio per quello che solo io so, e adesso mi riposo. Sono state quarantotto ore frizzanti, intense, piene e interessanti ma non vedo l’ora di poggiare la testa sul mio cuscino, in attesa di ricevere la telefonata di mio fratello da Barcellona. 
Bathers at Asnieres – Georges Seurat
Togliere

Più passa il tempo e più tolgo roba. Tolgo persone superflue, tolgo rancori, tolgo le cartacce dalla camera, i vestiti che non metto più, i libri che non leggerò mai. E la stessa cosa accade qui. Voglio lasciare solo le mie parole. Parole, immagini, uno sfondo che s’intona ad esse, un archivio, un about con una breve descrizione e dei riferimenti, lì in alto a destra. Nessun link a nessun blog, questo template non lo consente purtroppo: ma ho tutto qui ( vi ho tutti qui ), nella mia testa e continuerò a leggervi e seguirvi. Non si possono vedere neanche i video, ma provvederò a linkare. E se nessuna immagine mi andrà a genio, lo sfondo rimarrà di un nero essenziale. Non so come si possa definire: blog? fotolog? Rimango io, il resto non lo so e non m’interessano più le definizioni. Detto questo, scritto giusto per introdurvi questo ennesimo cambiamento, mi preparo per uscire. Queste giornate, con tutta la loro improvvisa libertà, mi spaventano. Non sono più abituata a oziare, ho paura di non riuscire a rilassarmi del tutto ( è questo crescere? ). Stasera provvederà un margarita. I prossimi giorni ci sarà Lui, l’azzurro del mare, il piacevole tocco della sabbia fine tra le mani.
Karma
” Il mio atto è il mio bene, il mio atto è la mia eredità, il mio atto è la matrice che mi ha generato, il mio atto è la razza cui appartengo, il mio atto è il mio rifugio “
(Anguttara Nikàya, trad. David-Neel, Le Bouddhisme, p. 152.)
Ascolto Bob Dylan, faccio liste e segno sulla Moleskine appuntamenti prima di giovedì sera. Mi convinco che le mie buone azioni torneranno a me, anzi stanno già tornando: un’ondata di ottimismo mi riscalda il petto. Venerdì mattina, io e te, salperemo verso la Corsica e prima di allora ho ancora tante persone da salutare, cene, aperitivi, cagnolini con cui fare la conoscenza. Perchè tutta questa fretta?
Tutto torna.

Sensi di colpa
L’ansia da prestazione spesso colpisce gli studenti più preparati, più motivati, più brillanti. Parimenti, il senso di colpa e la sensazione di sentire nello stomaco e nella testa tutti i problemi dei genitori colpiscono i figli più presenti, più pronti al sacrificio, quelli che non tornano mai tardi, che vanno bene a scuola, che non danno mai problemi. Da questi figli sempre disponibili i genitori si rifugiano, e spesso giocano sul loro senso del dovere. I figli più spensierati, solitamente i minori, non sono zavorrati da alcun pensiero: prendono e partono a piacimento, non si fanno alcun problema, e giustamente aggiungo io. E i genitori lasciano fare. C’è già qualcuno di più responsabile, che palesemente sta male quando stanno male loro, con un senso del dovere che supera la voglia di spensieratezza dei ventanni.
Mi domando se sia giusto pensare più a me stessa, a volte. Il mio sforzo non viene riconosciuto, ogni mia azione sembra dovuta. Li hai abituati troppo bene. E’ la frase che sento di continuo.
Mode on: relax, bags, kitten, books and sea (and I don’t care the superstition)
La Poste Pay non è ancora ricaricata. Il traghetto non ancora prenotato. Il campeggio nemmeno. Ma noi abbiamo deciso: venerdì prossimo si salpa verso la Corsica. Domani mattina, mentre io sarò in auto verso la casa in montagna per due giorni di completo relax con nonni e cugini, Lui è incaricato di prenotare il traghetto. Speriamo. Lo scrivo lo stesso, fanculo alla scaramanzia. E oggi ha chiamato anche la veterinaria: Thelma è pronta, sterilizzata e desiderosa di conoscere la sua famiglia. Dopo la vacanza vado a prenderla, non c’è problema, hanno assicurato. Sono stanca, ma serena.
Ieri sono stata a Milano per la laurea di una ex compagna di classe. Nulla mi ha impedito di abbandonare il Politecnico per due orette, catapultarmi con le mie due amiche in centro e comprare da Zara quella che ora è la mia borsa preferita, in assoluto. Qui la vedete sopra le lenzuola viola psichedeliche del mio letto, in tutto il suo splendore.

Mi assento, come dicevo, due giorni: passerò il tempo comodamente sdraiata sulla mia sdraio, occhiali da sole, costume e libro. Prenderò il sole, starò un pò con il mio nonno, mi ricaricherò. Al mio ritorno ci saranno bagagli da preparare, crocchette per gatti da comprare, soldi da prelevare. Ci saranno pomeriggi al lago con le amiche, tendate notturne e sorrisi da sfoggiare. Au revoir.
Quel sole, di una bellezza oltraggiosa.
Life on mars di David Bowie mi ha accompagnata in questi giorni d’inferno: studio disordinato e controvoglia, quasi tutti in vacanza, a feste, pomeriggi al lago, tempo per sè. Io ascoltavo questa canzone e fantasticavo, per qualche momento, le vacanze. Il mio maledetto senso del dovere mi ha fatta arrivare fino al 21 di luglio, libri di commerciale sempre con me, pochissimo tempo con Lui. Mio fratello a Barcellona mi ha chiamata spesso, sentirlo mi faceva piangere, per la stanchezza, per la sua mancanza che si aggiungeva. E anche Lui mi è mancato, ho spesso trattato male persone che mi stavano vicino, per colpa del nervosismo. O più che nervosismo per colpa della stanchezza mentale, e il sole fuori, di una bellezza oltraggiosa. Ora sono sola a casa, con il tipico mal di testa e l’iTunes modalità casuale, a scrivere dopo tanto tempo. Ho nella pancia due sofficini e un caprino delizioso, dopo giorni di stomaco chiuso. Ho in programma troppe, troppe cose. Ho un ventisette in commerciale, ottenuto con due settimane di studio intenso, in barba al sole, agli amici sempre in giro, al lago, al mal di denti. Sono soddisfatta di me, non ha importato l’imprecisione su quella ultima domanda. Ventisette, e l’università non la vedrò per più di due mesi. Comincio appena a sentire il profumo e la vitalità dei giorni che mi aspettano, sono ancora un pò stordita e molto, molto stanca. Nemmeno stanotte le zanzare mi hanno lasciata stare. Troppe cose piacevoli da fare, dicevo, tra cui Thelma che sta per arrivare sul serio e le vacanze tutte da progammare, e le uscite, le nottate, le famose sbronze, il lago: ma ora l’unica cosa che desidero è chiudere gli occhi e riposarmi. Alle cinque andrò da Lui, studente impegnato per un altra settimana, e mi prenderò un pò delle sue coccole. E’ estate amici.
Ultime notizie ( prima della reclusione forzata )
Un ascesso al dente del giudizio ( che culo ) m’impedisce di studiare bene, almeno per oggi, e ho voglia di scrivere davvero l’ultimo post prima del 21. Ha chiamato la veterinaria oggi pomeriggio e mi ha detto che vaccineranno Thelma la prossima settimana, devi avere un pò di pazienza. Vuol dire che la gattina sarà qui settimana prossima, o forse anche dopo l’esame. Lui sta brillantemente superando i suoi esami, e io non posso che esserne felice. Sono stanca, è due giorni che non dormo per il mal di denti e vorrei solo riuscire a dormire bene, studiare con profitto, passare questo esame e concedermi all’estate. Mio fratello è a Barcellona, è partito ieri e l’ho salutato con due lacrimucce e quale linea di febbre. Lui è appena andato via: tra risate e il caldo della mia saletta pc abbiamo spulciato i campeggi a buon mercato della Corsica, e spero che riusciremo ad andarci. Una settimana io e lui, soli.Ora spengo il computer, messenger, mi allontano da telefoni e televisioni e mi metto in testa che i prossimi dodici giorni saranno di semiclausura. Poi il delirio, spero. Ancora buono studio a tutti, resistiamo ancora un pò, gli esami finiranno. A presto, e il prossimo post spero sarà davvero quello di Thelma, quello dell’inizio delle mie vacanze.
Pausa.

As usual, devo prendere una pausa. Dal computer, dal blog, da ogni fonte di distrazione in queste due settimane pre esame. Potrei benissimo farlo senza declamarlo, ma so che sgarrerei. A risentirci il 21 luglio. Spero con un altro esame sul libretto ( esame che odio, ma è giunto il momento di darlo ), spero con dei viaggi programmati o in fase di prenotazione. Mi concedo solo un altro post con le foto di Thelma, non appena arriverà. Buono studio a tutti gli universitari. Buone vacanze ai più fortunati di loro che hanno già finito! A presto.
De Amicitia #2
Devo ritrattare. Stavo male senza i miei amici. Amo il mio ragazzo più di me stessa, voglio il bene più immenso alle mie poche e fidatissime amiche, ma i miei amici di sempre mi mancavano. Litigi, incomprensioni, modi di vedere le cose completamente diversi ancora una volta non sono riusciti a togliermi il piacere di stare con loro. Amici disomogenei di sempre. Persone che conosco veramente da una vita, e solo con le persone che conosci da una vita puoi avere un legame del genere, così forte che ti permette di perderlo e ritrovarlo in ogni momento. Rapporti che sono lì, e lì rimarranno. Ho passato mesi strani, spesso mi complimentavo con me stessa per aver mantenuto salde le mie posizioni, e solo stasera ho capito che queste mie posizioni non si scontrano con loro. Ognuno di noi è diverso, ma per un inspiegabile motivo ci ritroviamo sempre lì. Dopo litigate, dopo paroloni, dopo silenzi e assenze lunghi mesi. Non so spiegare come mi sento, sono dopo tanto tempo serena. Ho messo da parte le mie ripicche da bambina capricciosa, ho ammesso i miei sbagli, ho capito cosa è successo. Sento quanto sono fortunata solo ora.
Questa settimana mio fratello riparte di nuovo: va a Barcellona due mesi a lavorare. Solo ora che i giorni sono contati capisco che mi mancherà da morire. Solo ora capisco che questa settimana arriva Thelma. Solo ora vorrei riempire di baci mia mamma, mio fratello, persino mio papà, tutti. Ora più che mai vorrei Lui qui con me, e non vedo l’ora che sia domani per riabbracciarlo e aiutarlo a ripetere analisi. Solo ora che sono più lucida e serena vedo tutta la rabbia, l’eccessiva empatia e razionalità, quella scarica di pensieri che non mi molla, quell’inquietudine, quell’ansia di fare qualcosa di giusto, quell’essere troppo concentrata su di me. Questa riappacificazione è stata un toccasana, sto meglio con me stessa, alleggerita da rancori privi di sostanza.
Da domani sotto con lo studio, ancora di più. E spero con questa voglia che sento rimpossessarsi di me.
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