Stasera c’è una pizzata a sorpresa: tutti, tranne me, si sono dimenticati di fare gli auguri a U. e qualcuno ha giustamente pensato a un degno rimedio. Saremo tutti in quella pizzeria all’aperto, accanto alla scuola di musica, ad aspettare di vedere la sua faccia imbarazzata ma felice -si spera.
Non so come avrei reagito, se nessuno si fosse ricordato del mio compleanno. Anzi lo so: fiumi di lacrime colme d’inutilità. Ieri pomeriggio, dopo aver passato due ore in un centro commerciale con l’amico G. ( a prendere il regalo di compleanno per Lui ) abbiamo parlato di amicizia davanti ad una birra ghiacciata e un improbabile prosecco – la cameriera ci ha anche gentilmente offerto delle patatine verdi, con annessi peli: lasciamo perdere. Le conclusioni di questa accesa discussione: non importa non avere una compagnia fissa, se la compagnia fissa è un residuo di frequentazioni adolescenziali ormai sbiadite e con poco senso; meglio coltivare le amicizie che interessano sul serio; mai sentirsi soli perchè si è fatta questa scelta; se si frequentano persone con cui si è scelto di uscire ci si diverte il triplo; è una scelta adulta e consapevole. Ecco.