Premessa: chi non ha visto ancora la pellicola non vada avanti. Non sono capace di tacere, nè di fare una recensione come di deve senza svelare particolari.
Come vi dicevo qualche giorno fa, ho aspettato questo film con trepidazione. Ovvio, non si tratta di un film-capolavoro, ma per chi ha amato la serie come me, potrebbe anche essere definito tale, un piccolo capolavoro, amaramente conclusivo. Chi di noi, appassionate di Sex and the City, non ha pensato almeno una volta: non potrò più gustarmi una puntata inedita, io, il divano e qualcosa da sgranocchiare. Finito il film, finito tutto. Per fortuna restano i dvd, da guardare e rigustare.
Ma veniamo al film: è una degna, seppur amara per noi amanti, conclusione. Per ognuna delle quattro ragazze, ormai donne, è stato scritto un epilogo. Carrie si sposa, dopo varie peripezie, con il suo Mister Big; Charlotte ha finalmente una bambina; Miranda riesce a perdonare il “tradimento” di Steve e s’accorge di amarlo sul serio; Samantha lascia Smith, ma capisce che non è fatta per storie lunghe. Ognuna di loro, alla fine, trova il suo equilibrio, realizza sè stessa, senza mettere a repentaglio l’unità del gruppo. Ci si sposa, si mettono al mondo dei bambini, si litiga, si cresce ( stiamo parlando di donne sulla quarantina ormai! ) ma si ha ancora la voglia di passare del tempo con le proprie amiche. Ci sono delle scene bellissime secondo me, una su tutte quella nella quale Carrie è aiutata dalle altre a scegliere quali vestiti tenere, quali buttare.


Non lo so spiegare, ma nella realtà certi legami tra donne sanno essere fortissimi, e ognuna di noi ne capisce la forza e l’importanza: è inutile cercare di spiegarlo a degli uomini, mai capirebbero. E continueranno a etichettare questa serie con aggettivi come frivola, stupida, e guardare le nostre eroine come troie. E’ così, e noi ci ridiamo sguaiatamente, su questi pregiudizi tipicamente maschili, che devono rimanere così per natura. E’ questo il motivo della fortuna di questa serie, che tutte ci ritroviamo o ci siamo ritrovate almeno una volta in Carrie, Charlotte, Miranda o Samantha.
Dentro questo film, che richiama prepotentemente alla memoria ogni singola puntata, si ritrova la brillantezza di certe scene e dialoghi, c’è ironia, c’è spazio per lacrime spontanee, per pensare alla propria storia, per risate ( non risatine ), c’è sicuramente della famigliarità per ognuno dei personaggi, di cui conosciamo la personalità e tutta la storia passata, oserei dire che c’è quasi dell’affetto. E poi la moda. Questo film fa luccicare gli occhi dall’inizio alla fine. E non sono solo ovviamente le grandi firme, ma la classe, soprattutto di Carrie, nel portare certi tacchi, certi abiti che sarebbero improponibili per chiunque di noi forse, rinchiuse nello sciattume provinciale ( e io aborro lo sciattume provinciale ). Vogliamo parlare dell’abito da sposa di Carrie, firmato Vivienne Westwood, con annesso uccello in testa?

Come al solito non sono capace di fare un discorso unitario e sensato, ma credo si percepisca il mio amore per questa serie, per la città che ho avuto la fortuna di visitare, per ogni singolo personaggio. Mr big, per esempio: mi è sempre piaciuto, mi ricorda tanto Lui. Forse burbero, forse a volte inaffidabile, ma capace di un amore vero, tenero e passionale allo stesso tempo.

Che dire, sarò di parte, ma questo film, a tratti anche scontato e prevedibile, mi ha commosso, mi ha divertito, mi ha lasciata con un sorriso stampato e con una voglia di Cosmopolitan e serate fra donne. Ops, amiche.