Il tempo passa, e spesso ti sembra di non riuscire a concludere nulla. Il tempo passa e pensi a tutto ciò che vorresti conoscere, invece di passare le giornate sui libri, invece di perdere le ore sui treni. Pensi alle strade di New York su cui vorresti passeggiare di nuovo, ai parchi di Londra, alle dune del deserto che in Niger si stende dolce vicino agli altopiani dell’Air. Pensi ai suoi riccioli e al suo sguardo, e speri in qualche giorno solo per voi, d’estate, lontani. Meta desiderata, città del mondo, lontano dalle persone che quotidianamente m’infastidiscono, dalla middle class lombarda in cui m’imbatto e con la quale convivo, della quale mio malgrado faccio parte, dalla quale vorrei scappare. M’immagino un pub irlandese, m’immagino il traffico di Milano, apro la finestra e vedo le solite case, so che i miei vicini stanno davanti alla televisone ogni sera, aspettando di sapere se ad Anna Franzoni è stata confermata la condanna, o se ci sarà una improvvisa assoluzione. E la notizia probabilmente sarà il momento più emozionante della giornata. Mentre scrivo questo post sconnesso, cambiando senza nemmeno accorgermene persone, cambiando prospettiva e verbi casualmente, ascolto la colonna sonora di Edward Scissorhands, e, chissà perchè, nella mia mente scorrono immagini immaginarie, di case che crollano in Cina e le persone muoiono la sotto ( non potranno più immaginarsi niente ), e di donne arse vive in Africa perchè venivano immaginate feroci streghe. Nulla di quello che sto pensando ha un filo logico, Milano ogni giorno mi ammazza assieme a Trenitalia. Confortably Numb ora, il flusso di pensieri non si ferma, e non si fermerà finchè non deciderò che è ora di non fantasticare più. Penso che sto odiando la mia università piena di fotocopie di tutti i generi, e sogno di avere qualcun’altro ( qualcuno c’è già per fortuna ) per condividere la mia impazienza, la mia insoddisfazione, la mia voglia di scappar via per un pò. Solo un pochino. Scappar via dalla maggiorparte, da tavolini all’aperto dove io soffoco, da pantaloni con colori sgargianti e parole nel v e n t o. Qualcuno ieri alla radio diceva che non si è ancora capito bene cosa s’intenda per sogno americano. Per me significa una strada e una macchina, un compagno di viaggio che sa stare in silenzio, una stecca di sigarette e i capelli nel vento, ma in un altro vento. E possibilmente lontano da tutti questi manichini.

empathy.
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arriverà il giorno in cui potremo scappare per un pò