Posted in Senza Categoria on Maggio 29, 2008 by Julie
Di pioggia ne ho vista scendere, in questi giorni. Ho assistito a tutti i tipi di pioggia esistenti, un giorno l’uno, il giorno dopo l’altro. Pioggerellina sottile, pioggia col sole, temporale di un minuto, temporale di due ore, pioggia a tratti, pioggia con nuvoloni, pioggia inspiegabile con cielo bianco. Il cielo è perennemente tetro, triste, grigio. Non sono mai stata metereopatica, anzi. Ho sempre amato la pioggia, quei violenti acquazzoni liberatori che arrivano all’improvviso. Quelli che alla fine il cielo diventa azzurro, e se sei fortunato puoi vedere anche un arcobaleno, e vedi luccicare al sole le gocce che pochi istanti prima s’abbattevano con forza a terra, ora piccole e innocenti, scintillanti di tutti i colori. La pioggia ha sempre avuto per me un preciso significato: purificazione. La pioggia cade su tutto, e pulisce tutto, lasciando quell’odore forte e profumato. Questo significato è automaticamente disatteso se piove continuamente, se da settimane ormai non si vede più il sole. E’ una purificazione che perde senso, se ripetuta continuamente. Poche cose attendo in questi giorni: attendo il giorno in cui porterò a casa il mio gattino ( mamma volente o nolente ), attendo il giorno in cui riusciremo a progammare il Nostro viaggio estivo, e il giorno in cui mi alzerò e aprendo la finestra potrò ammirare di nuovo il sole che inonda il mio giardino, e la mia mente.
Posted in Senza Categoria on Maggio 25, 2008 by Julie
Questa canzone ha il potere di farmi star bene, di concentrarmi su pensieri radiosi, ottimistici, è una sorta di toccasana, in una domenica ancora piovosa. Studio volentieri procedura penale, ascolto all’infinito questa canzone, penso a te, mi sento bene. Tutti i cocktail di ieri sera si sono concentrati in un fastidioso mal di testa, che però fastidioso non mi appare. Ho deciso che sarò più tollerante, e quando sarò arrabbiata mi basterà accendere iTunes, e ascoltare questa canzone. Ora lo so. Prendetevi 5 minuti, ascoltate questa canzone. Stranamente vi sentirete meglio.
Posted in Senza Categoria on Maggio 21, 2008 by Julie
Il tempo passa, e spesso ti sembra di non riuscire a concludere nulla. Il tempo passa e pensi a tutto ciò che vorresti conoscere, invece di passare le giornate sui libri, invece di perdere le ore sui treni. Pensi alle strade di New York su cui vorresti passeggiare di nuovo, ai parchi di Londra, alle dune del deserto che in Niger si stende dolce vicino agli altopiani dell’Air. Pensi ai suoi riccioli e al suo sguardo, e speri in qualche giorno solo per voi, d’estate, lontani. Meta desiderata, città del mondo, lontano dalle persone che quotidianamente m’infastidiscono, dalla middle class lombarda in cui m’imbatto e con la quale convivo, della quale mio malgrado faccio parte, dalla quale vorrei scappare. M’immagino un pub irlandese, m’immagino il traffico di Milano, apro la finestra e vedo le solite case, so che i miei vicini stanno davanti alla televisone ogni sera, aspettando di sapere se ad Anna Franzoni è stata confermata la condanna, o se ci sarà una improvvisa assoluzione. E la notizia probabilmente sarà il momento più emozionante della giornata. Mentre scrivo questo post sconnesso, cambiando senza nemmeno accorgermene persone, cambiando prospettiva e verbi casualmente, ascolto la colonna sonora di Edward Scissorhands, e, chissà perchè, nella mia mente scorrono immagini immaginarie, di case che crollano in Cina e le persone muoiono la sotto ( non potranno più immaginarsi niente ), e di donne arse vive in Africa perchè venivano immaginate feroci streghe. Nulla di quello che sto pensando ha un filo logico, Milano ogni giorno mi ammazza assieme a Trenitalia. Confortably Numb ora, il flusso di pensieri non si ferma, e non si fermerà finchè non deciderò che è ora di non fantasticare più. Penso che sto odiando la mia università piena di fotocopie di tutti i generi, e sogno di avere qualcun’altro ( qualcuno c’è già per fortuna )per condividere la mia impazienza, la mia insoddisfazione, la mia voglia di scappar via per un pò. Solo un pochino. Scappar via dalla maggiorparte, da tavolini all’aperto dove io soffoco, da pantaloni con colori sgargianti e parole nel v e n t o. Qualcuno ieri alla radio diceva che non si è ancora capito bene cosa s’intenda per sogno americano. Per me significa una strada e una macchina, un compagno di viaggio che sa stare in silenzio, una stecca di sigarette e i capelli nel vento, ma in un altro vento. E possibilmente lontano da tutti questi manichini.
Posted in Senza Categoria on Maggio 15, 2008 by Julie
Ultimamente scrivo poco, sia per il poco tempo sia perchè è periodo di scarsa ispirazione, eppure le cose da scrivere ci sarebbero. Sono stanca e devo studiare migliaia di pagine, quindi ripesco questa cosa scritta ad agosto dell’anno scorso sugli Appunti di Style.it, quando evidentemente avevo poco da fare. E’ una specie di articolo-sfogo sul boom del vintage, che ora potrebbe essere affiancato dal boom dello stile Hippie, ammesso che si possa parlare seriemente di stile modaiolo riguardo al modo di vestire appartenente a un movimento anti-moda come quello Hippie, vabbè. Ve lo ripropongo qui.
Vintage Vintege Vinteig
Non so voi, ma io non ne posso più di sentire e leggere questa parola.
Più inflazionata delle ballerine fiocchetto/pois. E non solo sono stufa, ma mi sento anche abbastanza offesa, perché ho sempre amato quello che oggi spopola fra le cosiddette “fashion-addicted” e diciamocelo, io sono gelosa, come se avessi la sensazione che tutto ciò che io ho sempre apprezzato ora venga “amato” per il semplice fatto che ora va di moda. E’ come se avessi avuto un amico un po’ sfigato, gracilino e malaticcio, preso in giro da tutti fino allo sfinimento, finché diventa famoso, o ricco e tutti allora gli stanno addosso, lo usano ecc. Il sentimento è circa questo. Sembra che adesso una maglietta della mamma che i più usavano per fare la polvere sia diventata un oggetto cult, più rovinata è meglio è.
Eh no! Questo è sempre stato per me legge, appena potevo quattordicenne andavo nei vecchi bauli della mamma e mi appropriavo di vecchi occhiali, borse, cinture. E venivo anche considerata una poveretta un pò originale dalle mie compagne delle medie che si rifornivano da Onix e Fornarina. Adesso vanno in giro con occhialoni (rigorosamente vintage eh, non scherziamo!), vestitini da cocktail supercorti (presi al mercatino vintage!) e accessori supercostosi, finti-vecchi, per niente vintage quindi (massì ti dico che è vinteig!).
Basta stuprare questa parola, e il significato che ci sta dietro. Che dovrebbe essere tutto, tranne che quello che è diventato.E poi, mi volete spiegare da dove sono sbucati fuori questi milioni di mercatini vintage?
Posted in Senza Categoria on Maggio 8, 2008 by Julie
Oggi pomeriggio sono andata a fare ripetizioni alla ragazza che seguo da un paio d’anni. Ha diciassette anni ed è sveglia seppur non troppo sicura di sè ( chi è sicuro di sè a diciassette anni? ). La aiuto a studiare, cercando di insegnarle a studiare bene, con metodo, anche se non so se ci sto riuscendo o no. Oggi era la volta di storia. Super ripasso in vista della verifica di domani. Nazismo. Oggi lei era più curiosa del solito, faceva molte domande mentre cercavo di spiegarle più di quello che compare nel suo libro. Dopo che mi ha chiesto se Hitler era un comunista, ecco, ho deciso di approfondire un pò di più di quanto non abbia fatto il suo professore. Le spiego le tragiche condizioni della Germania dopo la prima guerra mondiale, le catastrofiche conseguenze della Crisi del ‘29, le premesse del partito nazista, e quindi ode alla guerra, corporativismo esagerato, odio per i ricchi e i comunisti, purezza della razza ariana e ebrei come capro espiatorio della penosa situazione della Germania. A un certo punto mi ha chiesto, stupita: “Ma come cazzo hanno fatto i tedeschi a dar retta a uno così?” L’ho guardata contenta di questa domanda sincera e curiosa, e ho nuovamente cercato di spiegarle il perchè, in soldoni: “Considera un paese ridotto in miseria, ma miseria di quella che muori di fame, che si vede arrivare un tizio sbraitante e sicuro di sè che promette la rivincita della Germania, che gli da speranze fasulle, promette che la Germania diverrà il paese più ricco ed esteso, che spazzerà via quegli ebrei razza impura che hanno portato rovina al loro paese, rubando lavoro ai tedeschi e arricchendosi sempre di più; il suo partito si rivolge alle masse, forse rese ignoranti per colpa della miseria, ecco, le masse sono state la sua più grande forza..”
E lei fa un salto sulla sedia, spaventata: “La Lega! Aiuto!” Io le ho risposto che non è esattamente la stessa cosa, ma il suo parallelismo non è del tutto errato.
Posted in Senza Categoria on Maggio 8, 2008 by Julie
E’ molto semplice la cosa. Qua sotto metterò il link a una pagina di un noto quotidiano online. Voi ci cliccherete sotto, e andrete a vedere cosa m’interessa voi vediate. Sotto al link ci saranno due video che penso si addicano alla lettura che state per fare, ma non sapevo decidermi, quindi a voi la scelta. Lettura e ascolto dovrebbero essere contestuali, così si rende meglio l’idea.
Posted in Senza Categoria on Maggio 5, 2008 by Julie
Niente gatto. Ancora grandi paroloni dal Grande Saggio, perle di saggezza davvero spiazzanti, conclusi con innumerevoli sigarette e singhiozzi al telefono. Niente gatto. L’atmosfera è pesante quanto una pressa di metallo, il cielo è bianchiccio e oltre al mal di gola s’aggiunge anche un bel raffreddore. Niente gatto. Una giornata febbricitante e solitaria, immersa in pensieri monocromi. Niente gatto. Tu vai a dare ripetizioni dal fratello del tuo amico, e io sono a casa a studiare e a pensare alla serata di ieri, la serata dei litigi e del triste epilogo del mio quasi gatto. Niente gatto. Tu come sempre mi hai ascoltata, e io come sempre mi sono sfogata. Ma certe parole non si tolgono di dosso così facilmente, rimangono nella memoria e resistono, e vorrei solo sapere come dimenticarle, lo farei immediatamente. Nulla di grave, solo tristi rituali verbali ormai antichi, ma sempre pungenti e amari, cattivi. Niente gatto. Il gatto è ciò che corona il tutto, il degno epilogo di una pessima serata di paroloni e ripicche. L’unica cosa di cui ho voglia è finire di leggere questo capitolo, fare una doccia profumata e riposarmi, ricaricarmi. Le lezioni sono ricominciate, e domani passerò la giornata con te, mangeremo e studieremo insieme in università, poi guarderò la vostra partitella tra fisici. Azzero i pensieri negativi, anche se. Niente gatto. Mi accontenterò di guardare foto come questa, finchè non avrò un posto mio, e allora. Solo gatti, di persone poche e accuratamente selezionate. Niente gatto.
Posted in Senza Categoria on Maggio 4, 2008 by Julie
Ieri pomeriggio in televisione hanno dato Edward Mani Di Forbice ( Edward Scissorhands ). Io, con la mia febbriciattola e la mia gola di nuovo in fiamme a causa di serate ballerine senza calze, e tu che mi curi, accoccolati sul divano attorno alla mia coperta di lana, multicolore. Questo film di Tim Burton non so quante volte l’ho visto, probabilmente migliaia, ed ogni volta la magia mi rimane appiccicata addosso: la magia di questa pellicola in particolare, la magia che i film di Tim Burton hanno la misteriosa capacità di trasmettermi. La sento ancora pizzicorina, non accenna ad andarsene, sebbene ne avrebbe avuto tutte le ragioni, questa sera. Sorvoliamo, e parliamo di Edward Scissorhands, magistralmente interpretato da Johnny Deep. Probabilmente ciò che rende così apprezzabile questo film sono le due tematiche principali: l’emarginazione del diverso e l’amore impossibile. La cittadina americana, con le sue villette tutte uguali, anonime e scialbe, contrasta con il giardino del castello: i colori pastello delle case dovrebbero trasmettere una sensazione di benessere, mentre il lugibre castello dovrebbe spaventare, dovrebbe far inorridire. Il castello è lugubre e cadente, così come l’aspetto di Edward lascia alquanto a desiderare: è bianco come un cadavere, i suoi capelli sparano ovunque, ha gli occhi incavati e nere occhiaie, si muove come una macchina e per mani ha due enormi forbici. Ma il giardino del castello è una meraviglia, le siepi formano fantastiche figure, così come l’anima di Edward è limpida, fantasiosa, capace d’amore sincero. Ma Edward è diverso: a partire dalla sua casa, dal suo aspetto, dalla sua personalità. Il diverso incuriosisce, spaventa, ma se è buono può essere sfruttato come si può, poi emarginato, ucciso, segregato, nascosto, deriso. Niente di troppo lontano da storie già sentite, non credete? Solo qualcuno, dalla personalità sensibile e pensante, riesce a riconoscere la grandezza nella fragilità e diversità di Edward: si tratta di Kim, impersonata da una incantevole Winona Ryder. Ecco l’amore impossibile, impossibile ma vero, sublime, puro.
Tim Burton mischia temi importanti e ambientazioni e musiche fantastiche in una fiaba surreale, che fa paura da bambini, e incanta e spiazza quando si è più grandi. Se poi si conosce la personalità del regista, non si può che apprezzare ulteriormente il suo lavoro, contestualizzandolo e capendolo di più: genio finalmente compreso, anticonformista e artista fortemente visionario. Ora compare con i suoi scheletri sulle borsette delle teen-ager ed è indubbiamente ricco e famoso, ma mi piace pensare che sia fedele sempre a questa sua dichiarazione:
A Hollywood ci vado solo per lavorare, non vivo più a Los Angeles, la mondanità non mi piace, mi sento vicino ai miei personaggi poco integrati e in conflitto con la società: anch’io tendo a interiorizzare tutto, sono chiuso, solitario e arrabbiato.
Posted in Senza Categoria on Maggio 1, 2008 by Julie
Ho appena finito di vederlo, e ho le solite lacrime post finale ancora sulle guance. Questo film merita, ma non voglio scrivere nulla, non voglio anticipare nulla. Le altre volte vi consigliavo un film? Ora vi obbligo a vederlo, e a essere più bravi di me per riuscire a scriverne.
Ci sono momenti come questo in cui riesco a sentirmi felice. Voglio che rimanga tutto così per sempre. Anche se so che per sempre non esiste.