La giornata di oggi. Io e una delle mie migliori amiche, M., abbiamo raggiunto una vetta locale, 1400 metri di dislivello, 3 ore e mezzo di tempo per arrivare al rifugio dove lavori nei fine settimana Tu, con due nostri amici, uno più pazzo dell’altro, e la ciurma di gestori del rifugio stesso, gentilmente accompagnate all’andata da mio papà. Un piattone di pasta, una fetta di torta, un caffè e numerosi grappini alla mela verde, risate e cadute per andare in bagno e ridere davanti a improbabili vecchietti sdentati che ci puntavano, Tu che servi ai tavoli gentile e io ti osservo sorridendo, ancora grappa, questa volta alla liquirizia, un sacco di cani e gente con cui parlare, un paesaggio che ha dell’incredibile. Scendere un pò brilli dai pendii col sedere che affonda in un metro di neve, scendere a fuoco ridendo da star male, come fossimo su un bob, come se fossimo bambini. Trotterellare coi capelli al vento e l’ultimo sole che scende, davanti voi ragazzi, indietro noi due comari, a parlare con la faccia scottata, il sorriso perenne, le ginocchia distrutte. Ancora una volta non posso e non voglio raccontare tutto. Sono così felice di aver passato questa giornata perfetta con la persona che amo e dei cari amici, così appagata dal fatto di essere circondata da persone che stimo, che riescono a farmi ridere tutto il giorno, tra sigarette speciali, prati infiniti, vette che sembravano irraggiungibili. E trovarsi alla fine, stremati ma ancora con la voglia di stare insieme, fare aperitivo davanti al parcheggio, prosecco, pane e mortadella e barzellette stupide. Ridere ancora. Sono così felice che nemmeno la stanchezza m’impedisce di scriverne. Così felice che prima sotto la doccia, da miscredente incallita quale sono, mi sono sorpresa a pensare sorridente ” Grazie Dio “. E domani mi pentirò anche di averlo pensato forse, ma è stato spontaneo ringraziare nonsochi per questa sensazione.
Vi lascio un’immagine di oggi, e crollo tra le mie nuove coperte viola psichedeliche.

se c’è una cosa che torna, ricorrente, nei miei pensieri nell’ultimo periodo è proprio la montagna. camminare, o pedalare, per ore sotto lo scintillante freddo sole di dove l’aria si fa sempre più rarefatta, gli alberi finiscono e si rimane, in silenzio, a guardare il mondo intorno a noi.
mi manca un’estate in montagna e ho voglia di organizzare una gita, come la tua!
ritrovare dentro di sè una componente che, nel sentirsi così panteisticamente parte della natura, ci sembra soprannaturale non credo sia in contrasto con il credersi mis-credenti.
mis-credenti, relativamente a qualcosa, che non ci piace, che non sentiamo nostro.
ma potremo, nella nostra vita, inseguire il soprannaturale che sentiamo pulsare dentro di noi e, quando avviene, riesce a dare senso a tutto o no?
PS: più enigmatico di quanto vuoi apparire tu?
Ho riscoperto la montagna in eta’ adulta, che da bambina vi andavo sempre e, come forse tutti i bambini, preferivo il mare.Quest’estate ho fatto un sacco di gite in Abruzzo e ho goduto della vista dei monti, bellissimi, veramente. Grappa alla mela verde?Forse potrebbe convertire anche me che non amo la grappa!:o)
p: forse è proprio la natura a farci riconciliare con dio, chissà. e comunque sei più enigmatico tu
aleike: anche io la sto riscoprendo ora la montagna, da piccola la odiavo! io prima di domenica non avevo mai osato bere grappa: ma quella alla mela verde è ottima, non sembra nemmeno grappa! (L)