Aprile 24, 2008...12:41 pm

Vegetarian? Vegan? Nothing?

Jump to Comments

A gennaio volevo diventare vegetariana. Non mangiavo più bistecche, salame, tonno. Però non mangiavo neanche legumi e uova, insomma, non compensavo. Sono sempre stata anemica, e per forza di cose ogni tanto una fetta di bresaola me la mangio. Il punto però è che mi sono fatta delle domande. Che senso ha essere solo vegetariani? Che senso ha non cibarsi della carne di un animale, ma cibarsi del suo latte, delle sue uova? Io non volevo più mangiare la carne perchè non volevo più provocare delle sofferenze inutili. Ma un animale soffre anche quando è sfruttato in allevamenti per carpire il suo latte. Quindi un animale non può essere ucciso, ma può essere sfruttato? Il massimo rispetto per chi non si ciba più di qualsiasi tipo di carne, e comprendo la difficoltà dell’impresa, ma mi sembra una scelta ipocrita. Io stessa non mi sento a posto quando mangio della carne, ma evidentemente prevale il mio egoismo e la mia anemia cronica. Un vegetariano, che non vuole mangiare carcasse d’animali brutalmente uccisi, che ha evidentemente a cuore la dignità degli animali, come può non capire che il latte che beve, il formaggio che mangia, l’uovo che gusta all’occhio di bue, lo yogurt che mangia con le fragole derivano in ogni caso da uno sfruttamento dell’animale? E’ vero, l’animale non viene ucciso, ma è costretto a passare la sua vita in un allevamento, dove ogni giorno viene usato. Così, tutti i giorni, finchè non verrà ucciso. Insomma: vegetarianismo come scelta di rispetto dell’animale fino in fondo, o con qualche residuo d’ipocrisia?


12 Comments

  • Ciao Julie! Ma infatti essere vegetariani dev’essere quasi un sentimento. Deve venire da dentro la non-voglia di mangiare un altro animale, per pura voglia di non esser “violenti” nei confronti di altri esseri viventi.

    Di logica e di scienza ce n’è poca… se continuassimo a mangiare come mangiamo, ma inquinassimo di meno, vivremmo meglio noi, e vivrebbero meglio tutti gli altri animali!.

    La cosa giusta (a mio avviso, ovviamente) è l’attenzione alla provenienza di ciò che mangiamo. Non DOVREMMO mangiare carne di allevamenti intensivi. E’ questo il vero problema. Non dobbiamo soffrire per la morte di un animale a scopo alimentare, dobbiamo preoccuparci di come questi animali vengono trattati e nutriti in vita, questa è la cosa terribile. Ed è terribile il fatto che consumiamo (nel senso di morte di animali e spreco di vite e risorse) l’80% (ottanta per cento) in più di ciò di cui abbiamo bisogno. Se stiamo attenti ai prodotti che comperiamo (ad esempio anche solo comperando le verdure di stagione, o prodotti con involucri poco ingombranti) facciamo vivere meglio un sacco di animali!!

    Scusa la lungezza… ma a ’ste cose ci tengo!!
    Ciao! Dave ;)

  • la lunghezza del commento ti fa solo onore! :) comunque io l’ipocrisia un pò la vedo lo stesso :p

  • Questa è una storia che al liceo ci ha fatti tanto discutere… invece di ammazzarci di cocaina noi, a 18 anni, parlavamo di politica e anche dell’essere vegetariani, e devo dire che ne abbiamo parlato davvero tanto, avendo in classe un Vegan e due tre persone vegetariane convinte, più alcuni indecisi…………….. dunque, io credo che sia davvero difficile trovare un confine fra la moralità, i propri sensi di colpa, la ragione, la biologia, la scienza, l’etica, l’ecologia, etc etc etc……… solo per il fatto di mettere piede su questo mondo, di vivere diciamo, noi “violentiamo” miliardi di ecosistemi… e prendere una posizione coerente e radicale secondo me è ancora più ipocrita del prenderla a metà… i vegani hanno mai pensato che per mangiare anche solo verdura si sfruttano in qualche modo comunque gli animali? Qual’è il concime più efficace del mondo? I “rifiuti” degli animali stessi, che saranno in qualche modo allevati… sarebbe meglio concimare i terreni con prodotti chimici? Questo farebbe ancora più male all’ambiente (già lo fa, e questo è ancora un altro discorso). Per non parlare della soia, uno dei prodotti più geneticamente modificati della storia. E poi i maglioni di lana? Le coperte in piuma d’oca? I prodotti fabbricati con pelle? Ecco perché dico che è difficile professarsi rispettoso della vita animale, quando a volte senza nemmeno rendersene conto si è dentro a un ingranaggio che coinvolge comunque le vite animali. Io sono onnivora, un po’ per scelta un po’ per natura, visto che sono cresciuta mangiando carne di ogni genere… e quando cerco di arrivare a una risposta da dare al dilemma “vegetariano o no?” penso all’alimentazione di un bambino, dove la carne è INDISPENSABILE e vitale per lo sviluppo dei suoi muscoli, tessuti, organi. Fine. Per me questo basta a capire quanto la carne sia necessaria per la nostra alimentazione. Io nel mio piccolo contribuisco alla NON devastazione dell’ambiente riciclando tutto quello che mi capita sotto mano e buttando sigarette, carte e cartacce sempre e solo nei cestini ai lati della strada. Per il resto, penso al leprotto divorato senza pietà dalla tigre nella savana: è la catena alimentare. (si lo so che detto così sembro una donna senza cuore, ma è la verità!)

    Un abbraccio e complimenti per i tuoi post sempre pieni di spunti. Mi fa sempre tanto piacere passare a trovarti!

    LadyM

  • Ciao LadyM… alla fine la pensiamo in modo simile.

    Voglio solo dire una cosa… la tigre che mangia il leprotto, oltre che catena alimentare, significa Vita. Quella è una cosa naturale, la fame della tigre, il suo bisogno di vita… la vita che per essere ha bisogno della morte. NOI viviamo grazie a quello: la medicina funziona così, per vivere abbiamo bisogno della morte diqualcuno/qualcosa.
    Il vero problema è che per gli umani non è più così. Se la tigre mangia per bisogno, quindi “divora senza pietà” come dici tu UN leprotto, NOI decimiamo, devastiamo, centinaia di animali (qui c’è la pietà?) NON per bisogno di nutrizione ma per puro consumismo.

    Il ridicolo sta nel fatto che, mangiando per piacere e non più per bisogno, ci sitamo lentamente ammazzando pure noi. Secondo me siam pazzi. ;)

  • lallina e dave, finalmente riesco a creare dei dialoghi su questo blog :) avete ragione, tutti abbiamo ragione. Non credo comunque che sulla terra esista un uomo che non abbia danneggiato nessun animale, nessuna persona. se esiste fatemelo conoscere, potrei decidere di venerarlo. io ho deciso che mangerò sempre meno carne, cercherò di non comprare articoli in pelle..cercherò..purtroppo riconosco il mio egoismo. ma riconoscendolo, cercherò di limitarlo, e fare meno danni possibili. :)

  • Non vorrei sembrare polemico, davvero, ma vivere significa già modificare un ambiente. Semplicemente entrando in una stanza scombini l’ambiente preesistente, e fin qui siam tutti d’accordo immagino. Però la vita ha anche necessità per proseguire il proprio corso, e di questa necessità fan parte non solo gli alimenti ma l’essere coperto da vestiti per il freddo o avere un riparo dalla pioggia. Una cosa è il consumismo, un altro è privarsi anche del minimo che soddisfa le necessità basilari. Il senso di colpa ci spinge anche a soluzioni drastiche ma non… “giuste”, diciamo così, non consequenziali. Mi spiego meglio: nel medioevo il concetto di bellezza era visto come qualcosa di così peccaminoso che si faceva a meno anche di lavarsi; eppure questo ben sappiamo c’entra poco con la bellezza o col peccato, anzi… Il senso di colpa per il consumismo odierno non ci deve spingere a pensare che una mucca venga sfruttata in un allevamento intensivo e sfruttata allo stesso modo quando secoli fa brucava nelle pianure e veniva munta. Insomma, non è proprio la stessa cosa, e se soffiare in faccia a qualcuno del fumo può dare fastidio, e possiamo evitarlo, se a questa persona dà fastidio anche che noi respiriamo non possiamo suicidarci per il suo benessere, non so se rendo l’idea. Un freno è diverso dal sacrificarci per gli altri, basta soddisfare solo le esigenze primarie, e latte, uova e formaggi fanno parte delle esigenze primarie. Non c’è ipocrisia nel capire il confine tra consumismo e stretto necessario, così come tra giusto guadagno e arricchimento sfrenato, no?

  • Ho letto con interesse i commenti di Dave e Moketto, e li condivido in parte. Non vado al ristorante a mangiarmi la fiorentina alta 6 centimetri per sfizio, come non mi compro il giubbotto di pelle per moda. Sono semplicemente un essere umano che soddisfa i suoi bisogni più o meno primari (per me il ferro è assolutamente necessario, e considerando la sua difficile assimilazione, consumo a volontà legumi, verdure, uova, ma anche carne rossa, e di cavallo a volte! ah considerate che periodicamente faccio cure intensive di ferro con farmaci ehehehehe… ;) Ma comunque non posso proprio sentirmi in colpa per gli animali che si immolano per la mia alimentazione. Credo che tutto faccia parte di una catena. Sono però la prima a inorridire difronte a una pelliccia, alle uccisioni efferate di ermellini e foche, perché quelle non hanno davvero motivo di esistere se non per consumismo spiccolo. Il problema è che non tutti sanno che anche dietro i banali farmaci che noi consumiamo quotidianamente, come le aspirine, gli antiinfiammatori, creme etc etc, c’è lo spettro dello sfruttamento degli animali,,, spesso sono loro le cavie per “la nostra salute”… allora che fare? Rifiutare di curarsi? Attenzione poi a non confondere l’essere vegetariani con l’avere problemi di alimentazione che nulla c’entrano con il rispetto degli animali. Quel mio compagno di classe che era Vegan, dopo qualche anno ha ricominciato a mangiare tutto ed ha candidamente ammesso che la sua era una forma pura e semplice di anoressia, e che mascherava con un senso di colpa nei confronti degli animali la sua insicurezza e i suoi gravi problemi di alimentazione. Che non diventi una scusa, quindi, ma soprattutto che non diventi una spirale controproducente! La morale è: chi è senza peccato scagli la prima pietra! e poi: aiutatemi a trovare la persona che è coerente fino in fondo!

    Un abbraccio. LadyM

  • tutte argomentazioni più che logiche e accettabili, ma come mai mi sento sempre in colpa? è ovvio che anche se riuscissi a non mangiare carne o a diventare vegana ( se divento vegana però muoio! peso già adesso 47 kg e mangio come non so che! )probabilmente non riuscirei a stare attenta a tutti i vestiti, le borse, le scarpe…è un cane che si morde la coda. nessuno, NESSUNO è davvero innocente sotto questo punto di vista. è brutto ammetterlo, ma è così. io posso impegnarmi a mangiare carne solo quando ne sento il bisogno, ma se smettessi anche di mangiare formaggio e uova mi ricovererebbero dopo una settimana. forse basterebbe alimentarsi solo in modo il più rispettoso possibile, senza rimetterci la salute. boh, forse mi sono coninta.

  • si ma è questione di non vederla come una scelta ipocrita; altrimenti è normale sentirsi in colpa, credo. Grazialciufolo che provochiamo sofferenza con ogni nostro gesto, se fossimo tutti vegan non saremmo comunque innocenti. Probabilmente saremmo solo tutti anoressici. L’interazione provoca sempre reazioni, siano dolore, gioia, eccitazione, paura, cippologia, simpatia, antipatia, attrazione e repulsione, impossibile sfuggire. Di ipocrita c’è davvero poco, per trovarla bisogna raschiare il barile ^_^”

  • Salve a tutti, sebbene io non sia un commentatore abituale di questo (o altri) blog è mia intenzione lasciare un pensiero nella speranza di dare un contributo alla discussione.
    Volevo solo ricordare ai nostri amici a cui fa orrore cibarsi di cadaveri che per quanto possano sforzarsi non è possibile per gli animali sopravvivere senza uccidere. Solo le piante hanno quella capacità. Quella chiamata fotosintesi: produrre molecole organiche partendo da energia e sostanze inorganiche. Gli esseri viventi in questa condizione sono chiamati Autotrofi, negli ecosistemi produttori di energia biochimica, che verrà trasferita nella catena alimetare agli animali, detti Eterotrofi o consumatori.
    Do per scontato che tutti qui concordino sul fatto che le piante vivono. Quindi si pone il problema: è sbagliato uccidere i vegetali per nutrirsi? O è forse quella vegetale una forma di vita che è giusto sfruttare e uccidere per i nostri bisogni perchè inferiore agli animali? Sfido chiunque a provare dell’empatia per una patata: non scappa, non puoi sentire i suoi lamenti di sofferenza mentre viene estirpata dalla terra e le viene strappata la parte del suo corpo che a noi umani non serve, non ha occhioni grandi da cucciolo che ti guardano impauriti, ma se non la tieni al buio germina, a ricordarti che anche lei è viva.
    Concludo brevemente: la morte come veicolo di nutrimento fa parte del ciclo vitale, è utopia pensare a un ecosistema basato su altro. Disboscare l’Amazzonia per coltivare la soia significa amare gli animali oppure privarli del loro ambiente?
    La sostenibilità è cio che dobbiamo raggiungere.
    Aggiungendo infine che personalmente catalogo il vegetarianesimo e il veganesimo fra le religioni, in particolare nella sotttocategoria “fondamentalismi vari”. Ringraziando coloro che mi hanno fin qui seguito saluto e attendo gli sviluppi della discussione.

  • grazie per i contributi di moketto e Il Forna. pian piano mi state convincendo, anche se non credo che vegetarianesimo e veganesimo siano da considerarsi fondamentalismi. quanto ai vegetali io l’ho sempre pensata così: certo, sono VIVI eccome, ma come fanno a provare dolore se non hanno un sistema nervoso?

    chi ne sa più di me m’illumini, grazie :)

  • Julie, la morale è: fai ciò che ti senti senza farti del male! :)

Leave a Reply