Julie

Inutilità?

Pubblicato in Senza Categoria da Julie il Aprile 4, 2008

Io scrivo per me. Io scrivo perchè sento la necessità di scrivere. Sarebbe bello poter coniugare perfettamente la voglia di espressione e contemporaneamente catturare l’interesse altrui. Non scrivo propriamente i cazzi miei, cerco di parlarne in modo criptico, mai diretto, perchè scriverne è una necessità; non scrivo solo recensioni, ma spesso mi capita(va); il mio blog non ha un argomento a cui si ispira. Forse dovrebbe essere così, per risultare più interessante. Ma in fondo chissene se la rete è piena di blog inutili, come potrebbe essere catalogato il mio: è utile a me.

Se volete dire la vostra su questo tema potete farlo qui: qualcuno dice che i blog femminili sono un concentrato di cazzate e inutilità, blog dove le donne si divertono a stereotiparsi e ghettizzarsi, attorno ai soliti argomenti, appunto, inutili e insulsi. Secondo me qualcosa da dire lo trovate.

p.s. cosa ne dite di questo nuovo template? troppo bianco? troppo minimale? a me piace molto, le immagini risaltano molto di più.

Metti due cose nello zaino, si parte. Ehh?!

Pubblicato in Senza Categoria da Julie il Aprile 4, 2008

 Route 6 – Edward Hopper

Fate una bella cosa. Provate a chiedere ad una vostra amica se domani sera, sabato sera, vi accompagna a fare un giro sul lago, a mangiare qualcosa take-away, a parlare bevendo una birra, a vagare verso non si sa bene dove, a stare sedute davanti a casa fumando una sigaretta, a passare la notte così, senza fare nulla di prestabilito, magari prendere un treno e andare in una città nuova, solo per una notte. Bologna può andare bene? Con tutta probabilità vi guarderà strabuzzando gli occhi, pensando che vi è successo qualcosa di grave, e ve lo chiederà: ” Ti senti bene..è tutto a posto? ” , e tu le risponderai che sì, è tutto a posto, ma che volevi la conferma di una cosa. Le chiederai a quel punto cosa farà, domani sera, anche se sai già la risposta. E lei ti risponderà che la serata è già stata stabilita: aperitivo al solito posto alle sette e mezza, spostamento compagnia in un altro locale per bere una cosa, verso le unduci tutti a ballare, fino alle quattro almeno. E tu, cosa farai? Mah, lo sai che sto provando una sorta d’odio profondo per tutte queste routine per me prive di senso, risponderai. Con una tristezza immensa, e la voglia di fare qualcosa di nuovo, di diverso, di entusiasmante. Ma che non hai una o due amiche che siano disposte a seguirti. Chi prenderebbe con me un treno domani sera, per andare a Bologna e rimanere lì fino alla mattina? Chi riuscirebbe a divertirsi senza fare il cazzo d’aperitivo obbligatorio in posti dove appena entri ti viene fatta una radiografia da tutto il locale? Mi fa schifo questo atteggiamento. Mi fa schifo fare sempre le stesse cose, rendermi conto che da questo punto di vista sono sola. C’è Lui, è vero, che nutre i miei stessi disagi ( infatti d’estate, soldi permettendo, fuggiamo lontano dai villaggi, dagli alberghi, dalle discoteche ), ma vorrei anche delle amiche così. Pronte a mettere due cose in uno zaino e partire per due giorni. Pronte a rinunciare all’aperitivo e alla discoteca per fare qualcosa di diverso, per andare una sera a teatro, ad un concerto. Non riesco ad accettare quest’apatia, o forse non riesco a capire che sono io che non riesco a divertirmi così. Può anche darsi. Può anche darsi.

Non so se s’è capito. Ho voglia di partire, di dormire in un ostello da quattro soldi distrutta ma felice, di andare all’avventura, di esplorare luoghi nuovi. Sono inquieta, e ho voglia di strada non battuta.

 

Dean stava solo davanti al portone scrutando la strada. Amarezza, recriminazioni, consigli, moralità, tristezza: dietro di lui c’era tutto, e davanti gli stava l’aspra ed estatica gioia del puro essere.
Jack Kerouac – On The Road