Due cose: una brutta, una bella.
1) Ieri mi è arrivata una mail intitolata ” firma e boicotta un testa di cazzo “: io pensavo scocciata alla solita mail, e mi sbagliavo. Cerco di riassumere: Gullielmo Vargas Habacuc, che si definisce un artista, nel 2007 ha preso un cane di strada, un vagabondo, l’ha legato ad una corda a sua volta legata ad un muro di una galleria d’arte, e l’ha lasciato morire di fame e di sete. Questa era la sua opera d’arte. Per molti giorni l’artista e i visitatori della galleria sono stati impassibili spettatori dell’agonia di questa creatura, che infine è morta , dopo aver passato, come recita la mail ” un doloroso, assurdo e incomprensibile calvario “. Ecco le immagini. Sono orripilanti, soprattutto se si pensa che migliaia di persone ci sono passate accanto, a quella creatura, e magari qualcuno tra loro, infervorato da improbabili velleità artitistiche, ha commentato l’opera d’arte. Che schifo, vi rendete conto? Come si può permettere una cosa simile?



Non mi sembra il caso di scrivere tutta la mia indignazione, non serve. Comunque, la prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte, ha invitato l’artista a ripetere la bestialità alla Biennale del 2008. Ecco l’oggetto della mail: firmate la petizione, per fare in modo che questo non avvenga. Io, anche se vari articoli su internet affermano il pentimento dell’artista, l’ho firmata: firmare non costa niente, e ruba poco meno di un minuto.
Firmate qui.
2) Veniamo alla cosa bella, ma solo dopo aver firmato. Hai firmato? Ecco, bene, allora puoi schiacciare il tasto play del video qui sotto. Sono ancora in fissa per un certo film, s’era capito?
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