Scrittura-terapia, e la strage degli INNOCENTI.
Che Pasqua strana, questa. I genitori in Provenza con amici, il fratellino a Livigno, gli zii e cugini al mare nella loro casa ligure, io dai nonni con l’altra zia. A mezzogiorno già a tavola, all’una meno un quarto il pranzo è già terminato. E’ triste questa Pasqua, e strana: fuori scende la neve, da stamattina, soffice e con grandi fiocchi. Lui mi ha appena chiamata, e che gioia sentire la sua voce: ha la fortuna di avere una grande famiglia riunita, festosa, e mi parlava dal suo stanzino, dal suo rifugio anti-chiasso riscaldato dalla sua stufetta, il mio orso. Come vorrei essere lì con lui, in mezzo a un sacco di persone che festeggiano, il cane che mi salta addosso sporcandomi il trench. Come al solito nelle giornate di festa sono malinconica, e oggi ancora di più, ancora di più. Mi manca il pranzo di Pasqua, mi mancano i miei cugini e mio fratello, e mi sento sola. Alle cinque, in compagnia del mio zainetto colmo di libri, prenderò il treno per tornare a casa, e la troverò chiusa, vuota e fredda. Io non sono capace di stare da sola, nemmeno per pochi giorni. Ho bisogno dei miei spazi, certo, ma me li devo cercare io, non devono essere forzati. Amo i miei nonni, e la mia zia preferita, ma il pranzo di Pasqua è una delle poche occasioni per stare tutti insieme, per sedersi tutti attorno ad un tavolo e riscoprirsi una famiglia, ridendo dei difetti e delle stramberie e dei problemi di ognuno. In queste occasioni siamo capaci tutti di sdrammatizzare, con la compagnia e un pò di vino. Ed è questo che avrei voluto. Il mio problema è, come scrivevo nel post precedente, che penso a troppi “vorrei” o peggio “avrei voluto”, e io dico che il condizionale andrebbe abolito. Ora che mi sono sfogata ( scrittura-terapia ) posso dedicarmi all’attività obbligata di questa stramba Pasqua 2008: ripetere gli appunti di diritto amministrativo, per l’esame che la prof ha simpaticamente fissato mercoledì. In ogni caso Buona Pasqua a tutti, e non fate caso al mio spirito poco pasquale, ma che volete farci, quest’anno va così. Spero abbiate mangiato tanto cioccolato bello swuncho e tanta colomba burrosa e bevuto del buon vino dai 15 gradi in su; e se avete mangiato un povero capretto o mailaino o un altro animale appositamente ammazzato “per Pasqua”, mi dispiace, ma che vi vada di traverso!

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