Archivio per Marzo, 2008

Se mi lasci ti cancello [ ?! ]

Posted in Senza Categoria on Marzo 31, 2008 by Julie

Titolo pressochè menzognero, promettente del filmetto da quattro soldi della serie Se scappi ti sposo, e altri mille titoli con se. Il titolo quindi non è questo, ma: Eternal Sunshine Of The Spotless Mind. Parlarne sarebbe superfluo, sono stanca e commossa ora, e non riuscirei a rendere l’idea. Vi consiglio solo di vederlo, questo Film, e di scordarvi di pensare o presumere che si tratti della solita commedia noiosa. Questo è un gran film. Ora, qui sotto, voglio postare il finale: chi non ha visto il film non si rovini il finale, e mi prometta di guardarlo, un giorno; chi ha già avuto la fortuna di conoscere questa pellicola, se lo riguardi. Sono senza parole, non ho mai capito e sentito MIO un film come questo. Questo è il mio ( nostro, vostro ) film.


 

Tempo.

Posted in Senza Categoria on Marzo 30, 2008 by Julie

Perditempo lunatica, sull’apatico sconclusionato misto a paranoia. Perdere tempo e crucciarsi di averlo perso, perdendone sempre di più. Circolo vizioso, pericoloso. Pensieri aggrovigliati, inutili, elettricità satura l’aria e i capelli. Otto minuti di tempo, programmi insensati e impossibili. Voglia tremenda di prendere il tempo e farlo a pezzi, gestirlo. Non di lasciarlo andare, sghignazzante. Ti prendo, ora ti prendo. Swishh. Eccolo che sguscia, l’infame. M’inganno nel primo caldo, le notti sono più brevi e pruriginose, camomilla invano. Tu dove sei, amore mio? Il tempo ci fa correre e affannare, mai tempo per noi, corri corri corri. Veloce, presto, ancora un’ora, poi tornano, poi devo studiare, poi ho il treno, hanno soppresso il treno, il pullman non arriva, stento a dormire, vorrei te. Quattro minuti. Lo sfogatoio serve, parenti dappertutto stranamente anche: il tempo rallenta, rallenta, e credo di averlo agguantato. Sei mio, brutto stronzo, e prima se avessi corpo saresti morso a morte, e così domato, poi addomesticato. Non scappare mai più, non perderti più nella mia mente, viscido e pur meraviglioso labirinto.

Explosion – Salvador Dalì

Quella cosa che chiamano ispirazione.

Posted in Senza Categoria on Marzo 28, 2008 by Julie

Preferisco qualsiasi stato d’animo alla noia, qualsiasi. Preferisco qualsiasi attività, tranne che stare tutto il giorno avviluppata davanti al pc e perdere tempo. Un’ora. Due ore. Tre ore. E’ un noioso circolo che spinge all’apatia, e più l’apatia si protrae più è difficile uscirne. Ma bisogna fare uno sforzo, fare una doccia, e uscire. Non importa se lo studio oggi è in stallo, domani andrà bene, pc spento e maniche rimboccate. Quello che ci vuole adesso è solo e semplicemente uscire da qui. Vedere quegli amici che da troppo tempo non vedo, soprattutto. Uscire. E domani affrontare tutto con lucidità, e computer spento. E la prossima volta spero di tornare con qualcosa di bello da scrivere, qualcosa di appassionante e soprattutto qualcosa che avrò voglia di scrivere. Deve tornarmi quella cosa che chiamano ispirazione, credo. Che me la stia facendo perdere questo fottutissimo schermo e questo fottutissimo rumore metallico? Credo di sì, e anche Lui continua a sgridarmi, che oltre all’ispirazione mi sparisce anche la vista.

Poetic Inspiration, 1774 – Louis Jean Francois Lagrenee

 

Mädchen

Posted in Senza Categoria on Marzo 28, 2008 by Julie

Dopo la serata di ieri, mi sto rendendo conto di quanto mi faccia bene uscire con loro due, le due mie amiche. Chiacchierare sotto un’ombrello rosso nella nostra città semideserta, parlare davanti a una Corona in un bar, sorseggiare un marocchino con tanto cioccolato in un locale chic con tanto di poltrone stile napoleone e carta igienica nera nel bagno, ridere di sconcerie divorando una brioche calda a mezzanotte, lasciare che la disperata di turno versi le sue lacrime e si sfoghi ( e capita ciclicamente a ognuna di noi ), rendersi conto di come gli anni passano, e banalmente le amicizie restano. Dopo una serata così anche le giornate come oggi, che si prospettano come solitarie ore studiando e immaginando Lui in laboratorio per otto ore filate, hanno un altro sapore. Sono rilassata, e non vedo l’ora di lunedì sera: noi tre al cinema, a chicchierare delle nostre giornate, a sentire le paturnie della prossima malcapitata, a criticare e perchè no! anche a elogiare i nostri rispettivi ragazzi, a sostenerci. E silenziosamente a smentire Marcel Proust, che scioccamente sosteneva: Credere che l’amicizia esista è come credere che i mobili abbiano un’anima. Tanto intelligente eh Marcel, forse un tantino pessimista.

 

Mädchen auf der Brücke – Edward Munch

Oggi..

Posted in Senza Categoria on Marzo 25, 2008 by Julie

..rilassata, combattiva, riflessiva, occhi grandi e fermi, treno in corsa tra i campi, innamorata serenamente, sofficini e bresaola, appunti e caffè, sigaretta e fogli da riempire, tu scii felice io studio felice, magari anche in giretto al lago verso sera, scopritelo tutti che ho un blog, io sono così, guardatemi, criticatemi, prendetemi in giro, voletemi male, voletemi bene, allegra, giullare, insicura, tormentata, poco incline agli abbinamenti, ma sempre pronta al dialogo, occhi castani verdi di speranza, il mare, una città e noi due ci mischiamo alla gente straniera con una birra in mano, ma come sei qua, ma come sei là, risatine, gente alla moda scruta e risatine, fotolog e aperitivi, io birra e magari un pescepatatine in immaginate terre britanniche ( tornerò, tornerò ), capelli al vento e trench troppo lungo, occhiali da sole, borsa panna e il tuo braccio sulla mia spalla, la mia testa lì dove vuole stare, sul tuo petto mentre camminiamo, e osserviamo e anche noi critichiamo, con gli occhi di chi tanto ha già tutto, in effetti, ed è per questo che accetto le critiche, accetto l’invidia e la non invidia, chi mi dice che sono così e chi mi dice che sono cosà, cosa ne sa? completa, sempre alla ricerca, ricettrice d’insulti e sottili beffe, tanto il treno continua a viaggiare, e sul sedile che guardo i campi ci sono solo io, e i campi passano, e così anche i boschi e le case, ecco il Mare.

Isola d’Elba, agosto 2005

[ dopo l'esame di domani potrò finalmente: fare cambio armadio / sistemare la camera / cominciare a studiare diritto commerciale / "pulire" il povero pc ingolfato / fare un giro sul lago / andare a correre / pensare al week end che arriva, e al nostro quasiviaggiogiornaliero]

Auguri a ME.

Posted in Senza Categoria on Marzo 24, 2008 by Julie

Auguri a me.

Auguri alle mie insicurezze, alla mia grinta, ai miei pensieri, alle mie speranze; auguri a me e alle persone che mi amano, e che mi prendono per come sono, tutto compreso.

Edit, ore 20:22 Giornata splendida, nonostante il vento, la tua sinusite, i regali per forza maggiore rimandati, il mio malessere iniziale post-Pasquastramba: tu, il tuo sorriso, il tuo amore incondizionato e vero, un panino alla salamella profumato d’aceto, i tuoi baci e la tua presenza m’hanno rimessa in piedi. E si parla di Venezia..

Scrittura-terapia, e la strage degli INNOCENTI.

Posted in Senza Categoria on Marzo 23, 2008 by Julie

Che Pasqua strana, questa. I genitori in Provenza con amici, il fratellino a Livigno, gli zii e cugini al mare nella loro casa ligure, io dai nonni con l’altra zia. A mezzogiorno già a tavola, all’una meno un quarto il pranzo è già terminato. E’ triste questa Pasqua, e strana: fuori scende la neve, da stamattina, soffice e con grandi fiocchi. Lui mi ha appena chiamata, e che gioia sentire la sua voce: ha la fortuna di avere una grande famiglia riunita, festosa, e mi parlava dal suo stanzino, dal suo rifugio anti-chiasso riscaldato dalla sua stufetta, il mio orso. Come vorrei essere lì con lui, in mezzo a un sacco di persone che festeggiano, il cane che mi salta addosso sporcandomi il trench. Come al solito nelle giornate di festa sono malinconica, e oggi ancora di più, ancora di più. Mi manca il pranzo di Pasqua, mi mancano i miei cugini e mio fratello, e mi sento sola. Alle cinque, in compagnia del mio zainetto colmo di libri, prenderò il treno per tornare a casa, e la troverò chiusa, vuota e fredda. Io non sono capace di stare da sola, nemmeno per pochi giorni. Ho bisogno dei miei spazi, certo, ma me li devo cercare io, non devono essere forzati. Amo i miei nonni, e la mia zia preferita, ma il pranzo di Pasqua è una delle poche occasioni per stare tutti insieme, per sedersi tutti attorno ad un tavolo e riscoprirsi una famiglia, ridendo dei difetti e delle stramberie e dei problemi di ognuno. In queste occasioni siamo capaci tutti di sdrammatizzare, con la compagnia e un pò di vino. Ed è questo che avrei voluto. Il mio problema è, come scrivevo nel post precedente, che penso a troppi “vorrei” o peggio “avrei voluto”, e io dico che il condizionale andrebbe abolito. Ora che mi sono sfogata ( scrittura-terapia ) posso dedicarmi all’attività obbligata di questa stramba Pasqua 2008: ripetere gli appunti di diritto amministrativo, per l’esame che la prof ha simpaticamente fissato mercoledì. In ogni caso Buona Pasqua a tutti, e non fate caso al mio spirito poco pasquale, ma che volete farci, quest’anno va così. Spero abbiate mangiato tanto cioccolato bello swuncho e tanta colomba burrosa e bevuto del buon vino dai 15 gradi in su;  e se avete mangiato un povero capretto o mailaino o un altro animale appositamente ammazzato “per Pasqua”, mi dispiace, ma che vi vada di traverso!

 

Ventiquattro marzo, ventidue anni.

Posted in Senza Categoria on Marzo 20, 2008 by Julie
Compiere ventidue anni ( lunedì ) non è facile, specialmente se odi i numeri pari e hai la casa ancora libera, perchè i tuoi genitori se ne vanno allegramente quattro giorni in Provenza. Significa che tutti si aspettano da te grandi festeggiamenti, festini che sconfinano con dei rave, alcol a fiumi, la possibilità di stare in casa d’altri senza preoccuparsi dei danni che si fanno. Nulla di più sbagliato. Io amo le feste, ma non le feste fatte in mio onore. Significa organizzare la serata di altre persone, doversi preoccupare di cibo, bevande, controllare che nessuno metta i piedi sul divano o si aggrappi ai quadri della mamma, ripulire il devasto dopo che tutti sono tornati nelle loro linde camerette, ubriachi ma puliti. Io no, non sono da feste in mio onore. Troppo casino, e risultato non assicurato. Poi, viste le mie fastidiose manie di perfezione sarebbe una stanchezza insopportabile, lo so. Vorrei una non-festa, una serata con cena e le poche persone amate. Vorrei una cena a base di pesce cucinato da qualche buon amico ( se me lo cucinasse Lui sarebbe il paradiso ), vino bianco e per finire una panna cotta con mirtilli caldi. Vorrei scartare il suo regalo e anzi non scartarlo, sperare sia un gattino bianco e rosso. Come al solito i vorrei si accumulano, e la cosa bella è che la realtà è imprevedibile, e così anche il mio compleanno sarà una giornata imprevedibile, così come la voglio io. Pochi punti fermi, quelli necessari, e tutto andrà al meglio. Vorrei non avere quell’esame mercoledì, oggi vorrei stare con Lui a sorseggiare Spritz davanti al lago invece di studiare, e vorrei avere 21 anni per sempre.
E stavo anche dimenticando che oggi ricorrono i nostri tre anni e quattro mesi, ossia quaranta mesi. E qui i miei vorrei rimangono nella mia mente, d’un verde brillante e lucente.
Non credo che avrò molto tempo di scrivere in questi giorni, quindi auguro a tutti dei sereni e imprevedibili giorni di vacanza.
Julie*

Pirate smile, you’ll marry a music man.

Posted in Senza Categoria on Marzo 17, 2008 by Julie

I miei occhi quasi piangono davanti a queste strisce gialle,e matite rosse e blu. Sarebbe il momento di smetterla, ma oggi vorrei non potere andare a dormire, e sentirmi sempre come mi sento adesso. Anche se sto studiando, c’è la musica e il pensiero di te e il resto. Come al solito non riesco a imprimere un bel niente, ma è lo stesso. Tricarico canta che vuole una vita tranquilla, io ce l’ho, nel senso più pieno che penso intenda lui. E quindi non tranquilla. Sospiro e vado avanti, eccomi. E mentre scrivo queste ultime righe parte Tiny Dancer, proprio la canzone giusta.

Io sono come sono, sul video e non sul video. “Vi” vado bene? Se sì ne sono felice, se no sono felice lo stesso. Sì, è decisamente questo lo spirito giusto.

Lo so io cosa vogliono dire, queste Birkenstock Madrid, Ice Pearl Creme.

Pomeriggio marzolino

Posted in Senza Categoria on Marzo 16, 2008 by Julie

Lui in camera mia che studia. Sole dopo la pioggia. Aria frizzante, marzolina. Un’ora persa davanti al pc, un caffè, un libro davanti a me che stento a capire, oggi. La mia amica che piange a casa da sola, ed io non ho saputo fare nulla di meglio, ieri sera, che offrirle il mio divano e la mia copertina di lana, pizza casereccia e una tazza piena di gelato, Colazione da Tiffany e sigarette. Un ragazzo che con lei sta facendo il superverme, tanto per citare il film, ed io che vorrei tanto farle scivolare via tutto. Ma come. Qualcuno un giorno mi ha detto con sarcasmo che non m’importa nulla degli altri in fondo, che ho semplicemente l’istinto della Crocerossina Impietosita. Nulla di più falso. Poche sono le persone che amo profondamente, è vero, ma per loro mi ridurrei a zero, se solo me lo chiedessero. Il sole mi raggiunge il viso attraverso le tende, e sento la primavera, in questo pazzo mese che è il mio mese. Il libro mi chiama imperioso e io lo raggiungo malvolentieri, conscia della mia impotenza di poter cambiare gli eventi.

Cosa c’entro io con una crocerossina, bah.