Archivio per Gennaio 2008

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Scrubs, ridere e piangere.

In Senza Categoria on Gennaio 9, 2008 di Julie

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Ecco che..

In Senza Categoria on Gennaio 7, 2008 di Julie

..sembra che già i miei propositi si stiano sviluppando. Ho parlato coi miei del discorso patente, del fatto che ho deciso di togliermi la fobia e di iscrivermi a fine gennaio. Che nella guida sono stata in passato una frana ormai è chiaro, ma ho deciso che non c’è più tempo per aver timore di una cosa così utile e, a detta di molti, così bella. Ho voglia di guidare con quella che sarà la mia prima macchina ( e già me la immagino, piena di cd e cenere ), con la radio accesa e i finestrini abbassati. Quindi dopo l’esame di processuale civile, esattamente la mattina dopo andrò a iscrivermi. Non voglio più rimandare nulla. E quel giorno, il 29 gennaio, prenoterò anche la visita ginecologica. Ecco i due ostacoli che non mi fanno più paura. Dovevo scriverlo, prima di questo pomeriggio di studio solitario, senza Lui che è in università, senza pc, sola e concentrata. Dovevo scriverlo, che mi sento carica, fiduciosa, grintosa. Mi ritrovo nelle parole di Jilla, quando dice che la sua vita le piace, che si piace, che tutto va bene perchè ci s’impegna e il fatto d’impegnarsi e di volersi migliorare è eccezionale. Mi fa sentire viva, e l’impegnarmi per riuscire in ciò che voglio mi fortifica. Sono felice dei miei sforzi, e della persona che sono.

Julie*

Tadahiro Uesugi

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” Stanotte stiamo insieme “

In Senza Categoria on Gennaio 6, 2008 di Julie

Eccolo. Dopo Confessioni di una groupie nel mio scaffale libri compare anche quest’altro libro della ormai sessantenne Miss Pam. Ieri, nel solito giro libreria pre aperitivo del sabato pomeriggio, lo vedo invitante che mi chiama in mezzo a tutti quei libri di musica. Diciotto euro e cinquanta. L’ultimo regalo che mi concedo dopo queste feste spendaccione, prima dei mesi d’inferno che mi aspettano. Studio, università, impegni, la patente che mi sono imposta di prendere. Ma nessuno mi potrà togliere le mie letture serali, fossero anche dieci misere pagine. Ne sono dipendente, dalle letture serali. Un pò come la sigaretta dopo un caffè bollente. Non capisco come certe persone non amino leggere, è incomprensibile per me. E poi se uno ha tanti libri deve anche comprare una libreria adeguata, che mi regalerò per il mio compleanno. E’ questa, dal fantastico mondo IKEA:

Non è meravigliosa?

E ora mi butto nello studio, felice di tutti i miei buoni propositi, delle mie future spese e ambizioni, del pensiero del mio amore riccioluto che starà ancora dormendo, e di questa soleggiata domenica di gennaio. Ancora buon anno, possiate essere felici come lo sono io ora.

On air: Such Great Heights

 

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Dora

In Senza Categoria on Gennaio 4, 2008 di Julie

Mi chiamo Dora, ho quasi novant’anni e sto comodamente seduta sulla mia poltrona reclinabile, nella stanza di questa “Casa per anziani” – la chiamano così – che i miei figli pagano per me da quasi dieci anni: è piccola e con le pareti gialline, rilassante e solitaria. L’infermiera Jessica viene a trovarmi ogni ora: è gentile, si preoccupa della mia salute e ogni tanto mi aiuta a sfogliare vecchi album di fotografie. Oggi ho voglia di guardare gli scatti del mio matrimonio, era il tredici di marzo del lontano millenovecentotrentanove. Avevo un rossetto rosso che aveva suscitato una specie di orrore in tutte le comari presenti, ammirazione nelle giovani damigelle e invitate. Accarezzo sorridendo i bordi zigzaganti di quel mio primo piano, ricordo il colore delle mie labbra, risento il profumo di fiori di campagna intorno alla chiesa. Mi sembra quasi di provare di nuovo quella gioia di giovane donna all’inizio di una nuova vita, anche se le mie membra sono cadenti e il mio respiro affannoso: sono in realtà quelle di una povera vecchia abbandonata in un ospizio come un animale, alla sua fine. Sospiro rumorosamente, e chiedo a Jessica di girare la pagina e di portarmi un caffè e una sigaretta.  “Semmai un pò d’acqua e una bella pastiglia, signora Dora, che mi sembra si stia agitando un pò troppo “, risponde lei alla mia strampalata richiesta. Gira pagina, e io so bene chi c’è dietro: lui. Quel bell’uomo alto, moro, dagli occhi fieri e dolci che era mio marito, prima che quell’infarto maledetto me lo strappasse via: era il cinque di  febbraio del millenovecentoottantaquattro. Guardo quella foto e trangugio a forza l’acqua con la medicina: lui mi teneva la mano e m’infilava dolcemente quell’anello d’oro, al suo interno scolpito il suo nome. Gli occhi mi tremano, mi sento debole: la medicina sta facendo effetto e Jessica mi aiuta a raggiungere il mio letto. Sono in un letto d’ospizio, il cancro mi sta uccidendo lentamente e sono solo una povera inferma, ma posso sempre ricordare: sogno di aprire quella triste finestra lì a sinistra e di vederlo, che mi tende la mano e mi fa salire sulla sua nuvola luminosa.

Ecco il mio breve racconto, che parte dalle parole in grassetto: provate anche voi, è molto bello se vi piace scrivere.

[ idea presa dal blog di Sara ]

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2008’s good purposes.

In Senza Categoria on Gennaio 3, 2008 di Julie

Anche se non sono riuscita a “buttar giù” un bilancio del 2007, anno più che positivo sotto ogni punto di vista, è doveroso pensare almeno ai miei buoni propositi per questo 2008. Chi legge questo blog da un pò sa quanto io sia attratta dai propositi, quanto ami fare liste di cose da fare, fare programmi e crogiolarmici, pensare che riuscirò a portare a termine tutto, ben sapendo che non è possibile. Ah, i buoni propositi..

Dunque, per quest’anno ecco i miei BUONI PROPOSITI:

provare, almeno provare a smettere di fumare / diminuire le sigarette giornaliere se il proposito precedente fosse inattuabile / impegnarmi nello studio ancora con maggiore diligenza / finire tutti gli esami del terzo anno e recuperare diritto commerciale del secondo entro e non oltre settembre / riuscire a espormi maggiormente, essendo semplicemente libera di essere me /coltivare le poche ma buone amicizie che mi rimangono / ascoltare sempre la mia coscienza / aiutare con qualche sorriso e disponibilità in più fratello-genitori-parentado / non avere mai più paura di dire quello che penso o quello che sento / dimostrare a Lui il mio autentico amore, ma questo non è un proposito perchè lo faccio ogni giorno / andare dal ginecologo, grande terrore / mettere un freno al mio nervosismo inutile, alle ansie, alle paure, alle paranoie / sorridere di più / leggere ancora di più per alimentare tutta la mia voglia di pagine mai lette / mettercela tutta per arrivare dove voglio arrivare, di qualsiasi cosa si tratti / comprare un cricetino russo come quello che avevo da piccola, pace all’anima sua / prendere sta benedetta patente senza troppi botti qua e là …

Possono bastare? Riempirò la stanza di post it.

Ora planningtime pre-esami, poi m’imbacucco per bene e vado dalla mia migliore amica per una pizza + serata studio.

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In Senza Categoria on Gennaio 3, 2008 di Julie

Di nuovo a casa. Capodanno insolito, al mare toscano, poche ragazze nella compagnia, ma Lui sempre al mio fianco, nel suo modo così personale e vero e oddio, quanto lo adoro. Personaggi nuovi in questo dicembre, dalle migliaia di persone incrociate tra un semaforo e l’altro nella Grande Mela, a persone che anno dopo anno si confermano presenti, ognuno nel proprio modo. Non sono molto brava a fare dei bilanci, mi ritrovo sempre a scrivere ovvietà. Quest’anno, nella notte del secondo giorno, non voglio scrivere molto. Voglio solo pensare a ciò che dell’anno passato ho amato, e soprattutto alle persone che, come dicevo sopra, si confermano presenti per me, ognuno nel proprio modo. Ci penso e sorrido, e in questi pensieri m’addormenterò.

Buon anno a tutti.