Ieri sera, sul divano in compagnia del mio libro di sociologia e di due occhi arrossati, accendo la televisione e non posso fare a meno di ascoltare le deposizioni dei coniugi Olindo e Rosa ai magistrati di Como. Non so dire cos’ho provato, se rabbia o incomprensione, se ho azzardato giustamente certi paragoni con certe persone ( anche io abito in una provincia del nord, e di gente apparentemente simile a quei due ce n’è a bizzeffe uuuh! ). So solo che ho pensato a queste parole:
” La mia opinione è che il male non è mai ” radicale “, ma soltanto estremo, e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo. Esso sfida come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare a radici, ed nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua ” banalità “… solo il bene ha profondità e può essere integrale.”
Hannah Arendt
