Archivio per Gennaio, 2008

Oggi..

Posted in Senza Categoria on Gennaio 31, 2008 by Julie
  • ho finito di leggere l’ultimo libro di sociologia del diritto, ” Gli animali non umani “, del mio professore Valerio Pocar e ho cominciato a riflettere su aspetti della mia alimentazione e della morale / etica animalista a cui non avevo mai pensato
  • ho parlato alla mia migliore amica del fatto che sto riflettendo sul pensiero dei vegetariani e lo sto valutando, e lei mi ha risposto: ” Ma tu diventi vegetariana solo perchè stai leggendo un libro? “, e io ho risposto ” No, non sto diventando vegetariana, sto solo riflettendo, e poi scusa, detto da te che un libro addirittura lo veneri! ” Questa era pesante, ma lei mi conosce, e sa che queste battutine un pò blasfeme non le dico con cattiveria..
  • sono andata in posta a pagare il canone della televisione e me ne sono pentita amaramente
  • ho giocato con il Suo cane e ho capito che anche gli animali hanno un anima, ne sono sicura e nessun presunto cattolico potrà mai convincermi che l’anima è prerogativa assoluta dell’uomo: che poi ho parlato di questa cosa con svariati cattolici pseudo-ferventi, e al solo nominare San Francesco ho visto solo bocche aperte e nessuna recriminazione uscir fuori dalla memoria
  • devo ancora organizzare le prossime giornate sulla mia Moleskine, con un solo imperativo e impegno: studiare!
  • ho tolto Internet e ora finalmente ho Mozilla Firefox
  • ho passato la giornata con Lui, anche se in mezzo a libri e computer e calcolatrici e fogli volanti
  • ho puntato la sveglia di domani alle 7 e 30, e credo ancora che riuscirò a svegliarmi, ne sono convintissima
  • ho cominciato a pensare alle cose che potrò fare dopo questi esami, dalle cose più piacevoli a quelle più gravose e impegnative
  • ho capito che ho bisogno di sonno, e di riposo per i miei poveri occhi
  • sono soddisfatta di me stessa, per come mi sto impegnando, delle serate sui libri, dell’aiuto a mia mamma, del mio amore e comprensione per le persone a cui voglio bene, del fatto che reprimo la mia indole spesso stizzosa per chi è importante
  • ho deciso che tutto andrà benissimo, e che è tempo di essere ottimista, ancora più determinata ma soprattutto più rilassata

La banalità del male, ancora.

Posted in Senza Categoria on Gennaio 30, 2008 by Julie

Ieri sera, sul divano in compagnia del mio libro di sociologia e di due occhi arrossati, accendo la televisione e non posso fare a meno di ascoltare le deposizioni dei coniugi Olindo e Rosa ai magistrati di Como. Non so dire cos’ho provato, se rabbia o incomprensione, se ho azzardato giustamente certi paragoni con certe persone ( anche io abito in una provincia del nord, e di gente apparentemente simile a quei due ce n’è a bizzeffe  uuuh! ). So solo che ho pensato a queste parole:

La mia opinione è che il male non è mai  ” radicale “, ma soltanto estremo, e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo. Esso sfida come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare a radici, ed nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua ” banalità “… solo il bene ha profondità e può essere integrale.

Hannah Arendt

Merda.

Posted in Senza Categoria on Gennaio 25, 2008 by Julie

Ebbene sì. E’ caduto. Dopo le pietose immagini in Senato c’è toccato di vedere le ancora più pietose scene dopo lo Splat. Orde indemoniate per le piazze, ragazzi e gente ” adulta ” che si diletta in imitazioni grottesche e sbiadite, bottiglie di spumante che si stappano, i volti appagati di politici apparentemente sobri che festeggiano la caduta di un governo. Per non parlare poi dello spumante stappato in aula da An. Robe da matti! E poi vabbè, i simpatici ragazzi rasati di Azione Giovani sul camioncino a far baldoria, non è un’immagine commovente?  Non appena uscirò so già prima o poi avrò l’onore di assistere a discorsi o emozionanti prove d’ignoranza popolare, e me ne starò zitta. Che cosa dovrei fare? Continuo a studiare, a leggere, a guardare i miei film, a fumare le mie sigarette dopo il caffè, a vedermi con Lui e a fregarcene insieme, a dare da mangiare insalata al mio bruco sperando diventi una farfalla rosa, a evitare di litigare con gli altri, a sbirciare le pagine politiche dei quotidiani e passare immediatamente a quelle degli spettacoli e cultura. Continuo a farmi bellamente i cazzi miei, che di mangiarmi le budella non ho più voglia. Si ammazzino tutti, è uguale.

Guardate queste foto, e provate a biasimare chi afferma che l’Italia è un paese di merda. Provateci, se avete il coraggio.

Clicca e spaventati.

Oggi, per te solo.

Posted in Senza Categoria on Gennaio 24, 2008 by Julie

Non preoccuparti se tamburelli e canticchi e muovi le tue mani in quel tuo modo frenetico, lasciando che la musica s’impadronisca dei tuoi movimenti. Lascia stare la comicità, quella esce fuori per mascherare la tua personalità, l’invidiosa. Non preoccuparti, e lascia che io possa osservarti, e lascia che io mi renda conto di cos’ho per le mani. Stupida bambina che pensa troppo a quella emme insidiosa. Guarda, fuori non è ancora apparsa una nuvola. Il cielo mi omaggia e mi rischiara. Se solo tu sapessi che ho un animaletto sulla mia scrivania: è un bruco millimetrico incastrato in un centimetro di legno, ed ogni millimetro che percorre è una conquista preziosa. Non deridermi, se ogni mattina controllo che sia vivo, ora che arrivi lo vedrai coi tuoi occhi. Arriva, nero sfrecciante sotto l’azzurro luminoso. Mi farai ancora compagnia, e con me potrai tamburellare fino a sera.

 

Hey! Mr. Tambourine Man, play a song for me,
I'm not sleepy and there is no place I'm going to.
Hey! Mr. Tambourine Man, play a song for me,
In the jingle jangle morning I'll come followin' you.   

” Povera Italia “

Posted in Senza Categoria on Gennaio 23, 2008 by Julie

Solitamente non mi azzardo a parlare di politica: ho sempre il timore di parlare per luoghi comuni, di non saperne abbastanza, di lasciarmi andare a discussioni ” da bar “. Quando sento mia madre dire ” Povera Italia ” la biasimo sempre, mi sono sempre state antipatiche espressioni di questo tipo, finchè ieri è scappato anche a me. Salgo sul treno alle 7, con occhi stanchi do un’occhiata al solito Metro e leggo e pronuncio a denti stretti la fatidica espressione. Leggo di Mastella, e la rabbia comincia a crescere anche in me. Non voglio dire nulla, solo che sono profondamente delusa e amareggiata del fatto che le sorti politiche di questo paese siano sputtanate da un personaggio come Mastella. Con che diritto decide che il Governo deve cadere? Che lui vuole le elezioni? Qualcuno si rende conto che a mettere la situazione ancora più in crisi di com’è, ci sta pensando un signore che ha l’onore di occupare posizioni di vertice per un motivo che ignoro, probabilmente per favori contro voto? Che siamo in crisi questo è scontato, che Berlusconi voglia le elezioni non meraviglia nessuno, dato che è un anno e mezzo che ripete la solita stronzata, della serie:

” Come sono andate le vacanze, Cavaliere “

Elezioni subito

Oggi alle 3 il voto alla Camera: mi dividerò tra i libri e la televisione, anche se presumo non sosterrò a lungo la vista di una lenta carneficina. La nostra. Siamo noi i poveri illusi, che non riusciamo a parlare di politica e ce ne vergognamo, che pensiamo di non poter capire le dinamiche astruse che la controllano. Ma in verità c’è ben poco da capire, se non che è quasi impossibile schierarsi da una parte o dall’altra e non è per mancanza d’interesse o apatia o che altro, si tratta d’ impossibilità oggettiva. Ora vediamo cosa succede oggi pomeriggio, ma non sono molto fiduciosa.

Eccolo qua, il genio con la piscina a forma di cozza. Si può sputtanare tutto per colpa di uno che ha la piscina a forma di cozza? Eh? Eh? Eh?

Giorni

Posted in Senza Categoria on Gennaio 21, 2008 by Julie

Mi ci volevano, dei giorni di pausa. Giorni nei quali l’unica cosa che mi va di fare è stare accoccolata sul mio divano a guardare Colazione da Tiffany avvolta nella mia coperta di lana colorata, mangiando gelati al limone. Giorni da dopo sbronza, dopo paturnie, dopo notti insonni. Non c’è un perchè, a volte capita e basta. L’unica cosa è prenderne atto, e capire che tutto ciò che la tua mente richiede è un pò di ozio. Giorni in cui si ha voglia di mangiare da sola sofficini e nutella, in cui una doccia deve durare un’ora e mezza e la sveglia non deve suonare tassativamente alle otto. Giorni in cui puoi permetterti di bere più del solito, ma poi sai benissimo che ti ci vorranno giorni  per riprenderti. Giorni in cui puoi permetterti di essere egoista, di criticare tutto e tutti e sentirti male per questi tuoi atteggiamenti da pazza sclerotica. Giorni in cui non puoi fare null’altro che in quell’istante ti va di fare, e nessuno ci può fare niente. Sono arrivati, e sono passati. Le paturnie sono svanite, il senso del dovere torna ad incombere. Ma torna anche il sorriso, un’aria semi normale anche. Che ci devo fare se ho dei momenti così! Credo siano giorni di assoluta estraneità verso tutto, ma al contrario di come si possa pensare non sono negativi. Fanno parte della mia personalità, e chi mi conosce bene li sa comprendere. Soprattutto Lui, l’unica persona che sa prendermi per quella che sono.

“Quella è una matta, ma è una matta autentica”

da Colazione da Tiffany*

* Film visto ieri sera, appunto tra coperte di lana, solitudine rigenerante e gelati al limone. Ecco, io credo di essere pazza in quel modo, quindi credo sia abbastanza positivo. E oltre ai miei Ray Ban da aviatore/hippie voglio anche quelli che indossa Audrey nel film. E che emozione rivedere luoghi di New York in cui sono stata, da Tiffany ovvaimente alla grande fontana di Central Park. Attenzione, qui sotto il finale del film.

Björk- It’s Oh So Quiet

Posted in Senza Categoria on Gennaio 19, 2008 by Julie

 Mi piacerebbe poter uscire con un grosso cappello rosso, ingombrante e orribile, e passare inosservata. Che la gente non si girasse per ridere di me, mi piacerebbe che tutti avessero il coraggio di ammettere che avrebbero tanto voluto uscire con quel grande cappello rosso, ma se ne sarebbero troppo vergognati. Perchè tutti indossano un elegante cappellino nero. La gente non imparerà mai a fottersene della gente.

Protetto: Signorina TUTTO/NIENTE si riprende.

Posted in Senza Categoria on Gennaio 18, 2008 by Julie

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Si comincia seriamente. Awwn.

Posted in Senza Categoria on Gennaio 14, 2008 by Julie

Cominciano le due settimane pre esame. Inferno. Ma inferno necessario. Ieri giornata a Livigno dal Fratellino, fatta di macchine incastrate nella neve, di birre a stomaco vuoto, di mal di testa, caramelle, sciate mancate e i soliti litigi nevrastenici. Stanchezza, mal di schiena e consapevolezza: “Devo studiare”.

Mi rassereno: ho ordinato Coco Mademoiselle, sto per mangiare formaggi e bresaola di Livigno e oggi giornata ( studio ) con Lui. Un quasi fisico e una quasi avvocatessa che tentano di non addormentarsi sui rispettivi libri.

Dopo una giornata a Livigno non si dovrebbe fare altro che dormire un altro giorno.

I look at all the lonely people.

Posted in Senza Categoria on Gennaio 11, 2008 by Julie

All the lonely people, where do they all come from?

All the lonely people, where do they all belong?

Dovendo spesso muovermi in pullman, mi capita di osservare la gente che fa il viaggio o anche solo poche fermate “con me”. Si tratta quasi sempre di donne più o meno anziane, e sempre sole. Il loro viaggio ha una destinazione che è sempre la stessa: l’ospedale o il mercato. Le vedi sparse, sedute l’una il più lontano possibile dall’altra. Si conoscono, perchè si vedono ogni giorno, eppure non si degnano di uno sguardo. Alcune stringono fra le mani la loro borsetta e guardano fuori dal finestrino con aria impettita, altre si guardano in giro quasi impaurite, alla ricerca di un contatto umano che non sia quello proveniente dal macellaio o dal dottore. Ed ecco che si vedono timidi sorrisi le une verso le altre, un ” Come sta? Si tira avanti, nè? ” inizialmente spaurito e poi cominciano a parlare. Del tempo, del marito costretto in un letto d’ospedale, della frutta che rincara sempre più, di queste giornate che sembrano non esaurirsi mai, dei figli che non passano mai da casa ” ma hanno sempre tante robe da fare, lavorano troppo sa? ” . In fondo parlano tutte della loro solitudine, della vecchiaia che le consuma ogni giorno di più. Eppure non le senti mai lamentarsi. Tutte sanno di essere sole, ma guai a dimostrare qualche sentimento di rassegnazione. Si mettono il rossetto, il cappotto è sempre a posto, non vogliono che nessuno si alzi per farle sedere, cercano di aggrapparsi ai sostegni del pullman anche se rischiano ad ogni curva di cadere. E alla loro fermata scendono, sorridendo anche se i piedi fanno male e hanno bisogno di aiuto per fare quei due scalini. E camminano lentamente verso l’ospedale o il mercato, prima di far ritorno alle loro case vuote.

Un giorno, una di loro portava con sè il suo nipotino. Quale gioia nei suoi occhi, quale ostentazione del suo tesoro in mezzo alle altre, ancora una volta sole! In fondo sono donne, e sempre un pò bambine.