Julie

Serata necessaria tra amiche, shopping inutile e partenze: Julie scrive sulla sua Moleskine, e augura a tutti un felice Capodanno.

Pubblicato in Senza Categoria da Julie il Dicembre 28, 2007

Briciole natalizie

Pubblicato in Senza Categoria da Julie il Dicembre 27, 2007

Natale dai nonni e Santo Stefano a Livigno a trovare Pollo ( il mio fratellino che durante il suo anno sabbatico si fa la stagione lavorando in un albergo 4 stelle ). Natale allegro, pieno di cibi gustosi e risate, di bollicine e video di New York. Natale di pacchetti, di buste, di nonni e zii e genitori felici. Natale senza il mio fratellino, di cui per la prima volta ho sentito davvero la mancanza. Natale di film serale soli io e il nonno ( Luci della ribalta, Charlie Chaplin, 1952 ) a ridere e parlare. Natale di globale serenità, per me e per tutti, finalmente. Natale di una bella dormita dopo tanto tempo, 10 ore filate di sogni dorati. E la mattina tutti svegli, si va a Livigno! La mamma e il papà sciatori, io e il cugino diciottenne a fare shopping, in attesa di Pollo e del suo pomeriggio libero. Arrivare a Livigno, risalendo per quelle strade tortuose è sempre un’emozione. Si passa dal grigiume dei paesini valtellinesi tutti uguali, mogi, circondati da vigne e chiese alla luminosità di spazi luminosi, il cielo d’un azzurro intenso si bacia a lungo con il biancore della neve e il marrone delle baite, mentre i pendii sono accarezzati da un fiume più o meno ordinato di puntini neri, i fortunati sciatori della giornata. Azzurro, bianco, marrone: i colori di Livigno, la sua infinita luminosità. E camminare al freddo con i miei stivaletti neri ridendo con il cugino diciottenne, passeggiando in mezzo a gente imbacuccata, a negozi scintillanti, comprando profumi, sigarette, alcolici. Livigno, il regno del vizio a poco prezzo. Finchè eccolo là. Ci chiama, e magicamente lo vedo all’orizzonte nella sua solita allegrezza e semplicità: mio fratello. E’ felice di vederci, gli salto al collo come non ho mai osato fare, manca da una settimana da casa e mai mi è mancato così tanto. Ci ha fatto vedere la sua stanza, le sue cose, ci ha raccontato, ci ha fatto ridere con storie ed episodi tipicamente da lui, ed è stato bello vederlo. Poi shopping, quel panino della Coop alla bresaola mangiato al gelo, finalmente gli Ugg neri che sogno da tempo a un prezzo scontatissimo (dicevamo, Livigno patria dei vizi a poco prezzo!), salutare ancora mio fratello con un bacio e un abbraccio fortissimo, e vederlo allontanarsi coi suoi pantaloni larghi, la berretta storta e quella faccia pulita, vera. La sera la pizzata di famiglia non è stata la stessa senza di lui.

Julie* che deve studiare prima della partenza di sabato, destinazione: Toscana! ( e oggi Ti vedo, dormiglione.. )

Natale #2

Pubblicato in Senza Categoria da Julie il Dicembre 25, 2007

Troppi, troppi regali. Troppo, troppo cibo.

1 ciondolo di Dodo a forma di gattino d’oro, con pietruzze d’oro bianco, significato “viziami” da Lui

1 cintura marrone intrecciata +

1 crema per il corpo al latte di mandorla +

1 crema per il corpo agli olii vegetali +

2 campioncini di maschera per il viso all’argilla e mandarino dalle mie compagne d’università nonchè amiche

100 euro +

un set di presine e cucchiai di legno ( dote?! ) dalla Nonna A.

50 euro +

2 asciugamani ( dote?! ) dai nonni G. e L.

30 euro dalla zia P.

1 libro dalla mamma di Lui ( Mondo senza fine, l’ultimo romanzo di Ken Follet )

1 libro +

1 trenino natalizio dalla sorella di Lui ( Nel bianco, Ken Follet )

1 scatola di biscotti burrosi +

1 peluche morbidoso dai nonni di Lui

1 beauty case di Sephora con dentro scrub, detergente, tonico e latte per il corpo panna/fragola dalla mia migliore amica

30 euro di ricarica +

1 latte detergente specifico preso in farmacia per pelli impure dalla mamma

2 piatti di lasagne

troppi antipasti

n bicchieri di vino/spumante

n biscotti fatti in casa con tutto il burro disponibile

Piena che più piena non si può, mi preparo ad una notte di sonno profondo qui dai nonni, prima di una giornata a Livigno a trovare il fratellino che si fa la stagione lavorando e di una serata a cena fuori con tutti i parenti possibili e immaginabili, chiamasi rimpatriata natalizia.

Ah, dimenticavo:

1 kilo in più, matematico.

 

Cito un prete: è proprio Natale.

Pubblicato in Senza Categoria da Julie il Dicembre 24, 2007

Ieri sera da Fazio un certo prete, Bianchi, ha detto pressapoco questa frase, che mi è piaciuta molto:

La felicità non è uno stato temporaneo e casuale:

l’essere felici dev’essere un’imperativo, un comando cui restare sempre fedeli.

Auguri di cuore a tutti.

Julie*

Sfogatoio

Pubblicato in Senza Categoria da Julie il Dicembre 22, 2007

Stanca. Queste giornate mi stanno uccidendo, non ho più un soldo, se entro in un altro negozio potrei uccidere ogni singola commessa, mi ritrovo a casa dopo una giornata delirante senza la forza per sopportare più di un aperitivo. La frenesia di questi giorni mi fa bramare la comodità e il calduccio della mia stanza, mi fa desiderare ardentemente un momento di solitudine, il pensiero dei prossimi giorni mi spaventa, giorni che saranno pieni di persone che devi vedere, che devi salutare, a cui devi fare gli auguri. Stanca. Oggi è così, storta. Domani probabilmente sarò di nuovo riposata e serena, non avrò in mente con orrore le centinaia di centinaia di persone come gruppi di pecore che s’ingolfano all’entrata di un negozio, di vecchie megere in pelliccia che passeggiano per il centro sfoggiando i sacchetti più prestigiosi e facce di cera, orde di ragazzini tutti uguali pronti per vasche interminabili di shopping e aperitivi e discoteche, di barboni infreddoliti e forse disperati, di centri commerciali come luoghi di culto. Ne ho piene le palle di questo tipo di gente. E, sebbene siano cominciate ( e spero utopisticamente già terminate ) le liti natalizie squisitamente in orario, ringrazio di avere la famiglia che ho. L’umore pessimo è anche grazie a loro, ma almeno i miei genitori non farebbero la coda per entrare in un negozio, nè passerebbero interi pomeriggi nei centri commerciali. Le persone che mi circondano non sono così, fortunatamente. E’ una settimana che non mi fermo un attimo: regali e giri interminabili d’inferno per trovarli, feste, bevute, notti semi insonni, litigate che avrei preferito non sentire, lacrime che avrei preferito non veder scendere. Sempre fuori, sempre di corsa.

Com’è bello fermarsi un attimo.

[ you're the reason I'm travellin' on, ringraziarti è riduttivo. ]

La Cura- Franco Battiato

Pubblicato in Senza Categoria da Julie il Dicembre 21, 2007

Oggi niente parole, solo questa canzone per chi ho in mente.

 

[ perchè sei un essere speciale

ed io avrò cura di te ]

Julie is in the kitchen.

Pubblicato in Senza Categoria da Julie il Dicembre 20, 2007

Oggi vi lascio perdere le mie disquisizioni sul Natale e vi parlo di una ricetta a me molto cara che, sempre per rimanere in tema, mi ricorda la mia infanzia: gli gnocchi alla romana, o gnocchi di semolino. Questa ricetta è il mio regalo di Natale per chi ancora non li conosce. Leggeri, delicati, superlativi con un’abbondante spolverata di parmigiano appena usciti dal forno. Enjoy.

Click Ricetta!

Mia mamma li sta cucinando ora, solo per me. Devo ricordare che io noi non siamo di Roma, e il gruviera non lo mettiamo, e sono ottimi lo stesso. La ricetta originale però, per onestà, l’ho messa sopra. Io scappo, a mangiare!

Julie*

Natale

Pubblicato in Senza Categoria da Julie il Dicembre 18, 2007

Tra una settimana esatta è Natale. E’ Natale e rimpiango di non essere più una bambina. La piccola Juliel’ancora più piccolo Pollo si riempivano di gioia quando in città comparivano le prime luminarie, quando facevano la sera quella lunga statale in macchina con la mamma dopo una domenica dai nonni e giocavano a chi contava più alberi di Natale nei giardini delle case dei paesini lontani, quando la casa si riempiva di grandi cesti pieni di leccornie; aspettavano con ansia l’8 dicembre, quando la mamma scendeva in cantina e tornava in sala con gli scatoloni colmi di palline colorate e lucine per addobbare il nostro albero spelacchiato, ma bellissimo; ricordo l’emozione della sera della Vigilia quando, dopo i tortellini in brodo, andavamo a letto sorridendo, sapendo che alle 7 del giorno seguente ci saremmo ritrovati ai piedi dell’albero a scartare mille pacchetti sgargianti, seduti sul teppeto nel nostro pigiamino e a piedi nudi. Da inizio dicembre era una continua attesa, un continuo fantasticare, più freddo faceva e più ci imbacuccavano in sciarpine e guantini più era Natale. E se c’era la neve, e allora magicamente nevicava sempre la Vigilia, l’allegria aumentava proporzionalmente al biancore della stessa. La casa profumava di mandarini e panettone, i nostri giochi sul tappeto della sala avvolti nel tepore del camino apparivano ancora più magici, la mamma era bellissima nei suoi maglioni colorati e soffici e il papà tornava prima dal lavoro. A Natale scomparivano i rancori, per noi bambini si creava una festa continua, fatta di balocchi e gentilezza, di doni e coccole. Ora siamo grandi, il piccolo Pollo quest’anno ci abbandona per andare a lavorare a L., sotto l’albero i pacchetti si sono fatti miseri, il tappeto e il camino sono rimasti nella casa vecchia, e della soffice neve nemmeno l’ombra. Temo che Natale sia fatto solo per i bambini e i pochi credenti autentici che sono rimasti, che se ne fregano della corsa ai regali e aspettano la nascita di Gesù. Per tutti gli altri il Natale cos’è diventato? Rimpiango di non essere più bambina, di non riuscire più ad assaporare l’attesa del Natale. Però posso dire che un briciolo di magia lo avverto ancora: aspetto con ansia il pomeriggio della Vigilia, quando impacchetterò i pochi regali per le persone che davvero contano, quando preparerò a mano, munita di cartoncino e pastelli, i bigliettini, quando cercherò di non bruciare nulla mentre con le mie sante manine cucinerò cookies al cioccolato per tutti (specialmente per Lui), quando mi preparerò accuratamente per la serata con Lui e per la Messa di mezzanotte. A cui vado solo per accompagnare la mamma, ma tant’è. E’ magica comunque, anche se dovrò sorbirmi panche su panche di pellicce e facce bigotte. Anche questo è Natale.

Julie* non più così nemica del Natale, desiderosa di scartare almeno un pacchettino e di pranzi in famiglia bagnati dal vino, senza l’ombra di una discussione.

Diamo i nomi!

Pubblicato in Senza Categoria da Julie il Dicembre 17, 2007

Lui è il mio ragazzo da tre anni, ma non posso tentare di dargli una definizione completa, se non dicendo che è davvero tutto: è il mio amore musicista, futuro fisico, con le sue stranezze e manie, i suoi riccioli ribelli, la sua dolcezza solo per me. E’ Lui, e non voglio aggiungere niente altro, perchè le parole non saranno mai abbastanza e non saranno mai quelle giuste, parlando di Lui.

Pollo è il mio “fratellino” diciannovenne: anticonformista insicuro, rastino e musica dipendente, aspirante fonico/filosofo, lavoratore da anno sabbatico e formidabile lanciatore di vocabolari di latino (contro la sorella maggiore zeghina, che sarei poi io).

Memi è la mia migliore amica, apparentemente il mio opposto: sempre a posto, disco addicted, amante dei capi che più vanno di moda, ai tempi del liceo tamarra convinta (io ero la punkettona/hippie, rendetevi conto!). Sotto la sua immagine mondana si nasconde la mia amica con la tuta e le scarpe vecchie, quella dei giri-mozzo, dei film strappalacrime, di tutte le avventure adolescenziali e non e delle confidenze più intime.

Questi, i tre primi nomi. Il mio ragazzo, la mia migliore amica, mio fratello. Tornerò con l’amica storica, le compagne d’università e amiche di nuova data e quel ristretto numero di amici che considero veramente amici in quella che comunemente viene chiamata “compagnia”.

Imbozzolamento domenicale

Pubblicato in Senza Categoria da Julie il Dicembre 16, 2007

Sono imbozzolata nel calduccio della stanza-studio in compagnia del libraccio di processuale civile, il pc svolge diligentemente tutte le sue funzioni senza che io lo caghi troppo, sto studiando attentamente, sono pronta ad una serata di relax.

E questa canzone non ne vuole sapere di uscirmi dalla testa.

 


 Julie* nella tranquillità operosa della sua domenica, pensa che Lui gli manca e che vorrebbe fosse qui, invece che in quel rifugio altissimo a servire cotechini e polenta coi funghi; pensa anche che sì, è serena e che vuole dare dei nomi fittizi alle persone reali che compaiono nelle righe del suo blog, tranne a Lui, perchè Lui è Lui e basta.