It’s wonderful, good luck my baby
Il mio iTunes sceglie le canzoni per me, e incredibilmente ogni canzone che la modalità random mi propone è quella giusta per quel momento. La casa è semivuota, io sono seduta comoda, ho tutto il tempo per pensare un pò, e ne sono immensamente felice. L’esame è andato, infattibile. Ma è andato, comunque sia. Patty Pravo. E dimmi che non vuoi morire, canta proprio adesso. E sento una strana sensazione che sale. Mi sento in pace, anche se lo stomaco brontola (piadina soprannominata super-bonz), mi sento stranamente in pace. Metto via tutta l’insicurezza e le tensioni, tutta l’angoscia che spesso mi assale, quella sensazione di cadere e di non riuscire a districarsi da pensieri urlati. E ora tutte le incomprensioni che ho (ri)ascoltato in questi giorni mi sembrano solamente un pezzo necessario seppur doloroso della nostra famiglia, e decido di accettarlo. E’ partita Hallelujah. Jeff Buckley che mi scioglie. E bravo iTunes, stasera mi vuoi bene. I used to live alone before I knew you. I pensieri scorrono chiari, nessun groviglio, nessuna tachicardia malvoluta. Sto bene. Sarà la musica, la tranquillità aliena di queste mura, il fatto che posso pensare e stare un pò da sola. Che goduria, questa pace. (Smette di scrivere per un attimo, e balla per la stanza in atteggiamenti da coro gospel sulle note di Nina Simone, in una versione ritmata di Blowing In The Wind.)
E oggi è anche la nostra data, il nostro giorno dell’anno. Non per ragali, non per bigliettini prestampati comprati in una banalissima cartoleria, non per peluche a forma di cuore. Stiamo insieme da tre anni, e questo dice tutto. Compresa la tua piadina “super bonz”, fatta con le migliori intenzioni solo, solo per me.
I Beatles mi cantano While My Guitar Gently Weeps e mi viene in mente che tra due settimane starò per partire per l’America. New York mi sta aspettando.
Eccoli, in chiusura arrivano loro. Oasis. Champagne Supernova.
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