Archiviazione penale
Il mal di testa fluisce liberamente, beatamente, leggermente. Fatto anche questo. Preso 28, dopo un’interrogazione durata tre quarti d’ora. Bocca impastata e tanta, tanta voglia di finire. La gola è ruvida, colpa dell’aria condizionata in treno e in aula. Le risate con le altre, l’amica che non l’ha passato e dispiace un sacco ( cazzo ), la voglia di andare a fare shopping e di uscire stasera e berci su, a festeggiare non tanto il voto quanto l’aver finito! 15 crediti in più sul libretto. E ancora non ci credo che domani mattina non dovrò svegliarmi e vedere quei 4 libroni sulla scrivania, quello azzurro, quello verde, quello rosso, quello viola. Si archiviano! Se ne staranno bene nel ripiano dei libri usati.
Scendo dal treno e non demordo, il mal di testa non mi avrà, il letto non mi avrà: LUI è venuto a prendermi in stazione con la sua bicicletta ( la macchina che ha ordinato deve arrivare da 3 mesi ormai ), il suo abbraccio come la più bella ricompensa, il racconto esagitato della mattina, il caffè al baretto davanti a quello che era il nostro ( forcutissimo ) liceo, e il mal di testa che sale, ma ti accompagno lo stesso in biblioteca, io leggerò il mio libro, non preoccuparti. E poi io e te in bicicletta insieme, io dietro che strillo, tu che pedali praticamente in piedi e mi dici di fidarti di te. E io mi fido, ma un pò di paura ce l’ho sempre. E adesso a casa, morta ma soddisfatta, e stasera col fischio che sto a casa. All’esame di storia del diritto medievale e moderno ci penso domani mattina quando mi alzo. Alle undici.