Non volevo snobbare così il mio adorato blog ieri, ma ero stanca, presa da mille cose da sistemare, da Lui che dovevo rivedere ed ero nervosa. Sì, evidentemente ho qualche piccolo problema a gestire le assenze, i ritorni e via dicendo. Ma adesso posso dilungarmi, ne ho il tempo e la voglia: non di fare un noiosissimo bilancio di quest’estate, che andrà fatto a fine settembre, ma di lasciar scorrere i pensieri liberi e quindi le parole. Sono a casa, e la cosa non mi dispiace per niente. Ho voglia di riiniziare l’università, di passare i pomeriggi in biblioteca a studiare e aspettare che tu finisci le tue lezioni per prendere il treno insieme a te e litigare e ridere scommettendo quante sigarette in più ho fumato; ho voglia di impegnarmi e ottenere ancora ottimi risultati; ho voglia di venire a vederti alle partite, la domenica mattina imbacuccata nella mia sciarpona, e pregustare la sensazione di vederti segnare ed esultare. Non che m’interessi nè il calcio nè tantomeno i gol e tutto il resto, ma voglio vedere te che giochi e finalmente hai la tua squadra e ti diverti. E io che creperò di freddo e mi romperò le palle, già lo so. Ho voglia di prendere quell’aereo con mille parenti e parenti di parenti ed atterrare all’aereoporto Kennedy, a New York, in America. Ancora devo realizzare che ci andrò, che toccherò il suolo americano, e mi sento come una migrante in attesa di salutare la terra dei sogni. In realtà sono eccitata per il viaggio in sè, e in buona parte per il fatto che si tratta degli Stati Uniti, che starò 7 ore sopra l’oceano Atlantico guardando film e mangiando ciò che Alitalia offrirà e avendo paura e..sono eccitatissima. Anche adesso, che mancano esattamente 93 giorni. Basta però pensarci, non posso avere questo sorriso ebete tutto il giorno. E tu..rivederti oggi e passare la giornata con te, mangiare con te, riassaporare te, ridere con te, guardare un pezzo di Milan-Fiorentina con la cronaca in giapponese mangiando pane e cioccolato. Sei sempre tu, e mai mi stancherò. Ho gli occhi da peggio-ebete, adesso.

Vado a mangiare il mio risotto con la famiglia di nuovo riunita, e stasera esco con la mia miagliore amica, che urgono riepiloghi vari ed eventuali.

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