Perdere quattro treni il lunedì mattina. Arrivare trafelata in stazione credendo che siano le 11 e 10 (cioè tardissimo) quando in realtà sono le 10 e 20. Instaurare una interessantissima conversazione con un viscido personaggio sui 35 che per tre quarti d’ora ha cercato di darmi il suo numero di telefono. Stretta di mano unta e vomitevole, non voluta. Tu, tutto il giorno in università. Ritorno in stazione. Di nuovo il viscido personaggio che mi aspetta, che mi segue. Terrore. Passi veloci. Non mi accendo neanche una sigaretta. Sarò troppo ansiosa, tutto ciò sarà anche un caso, ma vi assicuro che non è piacevole. C’è una grossa taglia sulla sua testa, che il mio ragazzo è smanioso di conquistare. La sola idea di rivedere quel tizio m’inquieta. Che begli occhi che hai. Ci rivediamo. Peccato. (GHIGNO) Lo so perchè non vuoi il mio numero, perchè poi non lo cancelleresti. Tutto ciò fa più paura di quello che dovrebbe. Questa sottigliezza. Questo credere che io sia interessata a lui. Solo per il fatto che non l’ho mandato a cagare, mannaggia a me e alla mia educazione, alla mia gentilezza, al mio non riuscire a mettere gli altri al loro posto. E l’insistenza, quel non mollarmi neppure un secondo, osservare il più minuto battito di ciglia, il contare i minuti che ha per convincermi ad accettare quel suo fottutissimo e inutile numero di telefono. 7 minuti per convincerti. 6 minuti. 5 minuti. 4. 3. 2. 1. Allora ci vediamo.

 L’ INSISTENZA.

Il sentirmi privata del mio spazio da un perfetto sconosciuto, che voglio rimanga un perfetto sconosciuto. Il sentirmi aggredita con le parole, con lo sguardo. Quel ci vediamo come agghiacciante monito. Il fatto che al mio ritorno, ore dopo, era ancora lì. Era tornato lì. Starò esagerando, ma ho paura. In compenso Lui non l’ho mai sentito così protettivo, così preoccupato per me. Allora non sono solo io che mi paranoizzo. In effetti di gente strana ce n’è. Meglio stare attenti. E domani mattina mi viene a prendere lui, anche se non ce n’è bisogno davvero! No vengo, preferisco così.       Amoremio.

Tutto questo dopo la burollata di ieri sera, dopo tutto quel’alcol etc che ha strascicato i suoi effetti anche oggi, quel saporaccio in bocca, la testa come ovattata, la sensazione di aver voglia di dormire ma di essere troppo nervosa per farlo. Ancora il libro intonso, cazzo. Altro che maniaci, qui si deve studiare.

* preparazione borsa di scuola e piscina, vestiti, soldi per la ricarica, viso, mani, camomilla, letto, Glamour nuovo, L’Innocenza. E poi dormire un sonno si spera tranquillo, mi rifiuto di farmi spaventare da quello che con tutta probabilità è solo un poveretto.

** domani mattina studio intenso: entro mercoledì DEVO FINIRE quel libro, e iniziare il terzo, perchè il cazzeggio è PERENTORIAMENTE finito.

[ e tanto ci sei tu che mi proteggi ]

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