Post

29 gennaio 2007: Sto con la band- Confessioni di una groupie

In Senza Categoria on Novembre 16, 2007 by Julie

pamAvete presente quando finite di leggere un libro e vi sentite vuoti sapendo che non potrete più stare così bene fra le sue pagine? Ecco, è esattamente quello che mi è capitato ieri sera verso le due e mezza di notte, quando sono arrivata a pagina 356.

Miss Pamela, ovvero Pamela Ann Miller, nata a Reseda in California nel 1948, quando tredicenne smaniava di fronte alla visone di Elvis non aveva mai sentito pronunciare il termine groupie, semplicemente perchè il termine non esisteva ancora. Eppure lei lo era già. Talmente presa dalla musica e dai suoi dei armati di voce e chitarra e capelli lunghi da idolatrarli fuori ogni misura.  Dalla passione per Elvis e i Beatles (che condivideva con le sue Beatle-amiche) all’abbandono di capelli cotonati e stile da brava liceale il passo è stato breve. Biondi capelli al naturale, pantaloni a zampa d’elefante e all’epoca strane magliettine coloratissime con annesse (tante) perline ed  era pronta per Sunset Street. Little Hippie Pam. Con i suoi personaggi stravaganti, con nuovi colori, nuovi rumori. Era tutto così nuovo e libero e diverso. La rottura con le Beatle-amiche solo per aver apprezzato i Rolling Stones. Le prime deliranti feste. La sensazione di partecipare ad una svolta. Le prime incursioni nel garage vicino, dove provavano a suonare degli strani ragazzi capelloni, irresistibili

Ecco i primi  passi verso quella che è stata una vita densa di esperienze,di illusioni, illustri conoscenze e amores, e soprattutto tanta musica. Perchè è da lì che parte tutto. Una groupie non è, o almeno non era all’inizio, una specie di ninfomane pronta a seguire qualsiasi bassista rock nel suo albergo dopo il concerto. La groupie era lì per la musica e per i suoi affascinanti interpreti. E credo sia un qualcosa che non potrà mai più ripetersi. Tutto questo non esiste più da decenni. (Sigh.)

Comunque.

Dagli appostamenti nel garage dei vicini ai primi concerti. Alle prime conoscenze, innumerevoli. Chris Hillman, Gram Parsons, un giovanissimo Jim Morrison che le buttò via le prime boccette di Trimar, Jimi Hendrix.

L’incontro con Frank Zappa e la moglie Gail (dispensatrice di the e saggi consigli), dei loro magnifici bambini nella casetta di legno, le GTO’s ossia Girls Together Outrageously , l’uscita del loro primo disco (Permanent Damage, 1969, Bizarre Records) e il sogno condiviso da quelle strambe ragazze di diventare famose e di aprire qualche mente. Il tour con i Led Zeppelin quale fidanzata uditeudite di Jimmy Page (che aveva poteri tetri e raggelanti e teneva le fruste in valigia), che dopo averle dichiarato amore eterno le frantuma il cuore sposando Charlotte Martin.

I flirts con Mick Jagger, Keith Moon degli Who (a quanto pare un pazzo!) fino alla importante relazione con Don Johnson e al matrimonio con Michael Des Barres, il suo Marchese Decadente.

Il tutto (molto di più di quello che ho scritto) condito da svariate droghe, innamoramenti e disinnamoramenti fulminei, concerti e feste e disillusioni e pianti, scritto in modo schietto, sincero, senza giri di parole. Il racconto di una libera e scanzonata ragazza che qualcuno definisce semplicemente la solita puttana della band (sembra questo il significato che oggi viene attribuito al termine groupie). Non c’è niente di più sbagliato e offensivo, anche se non credo interessi molto il giudizio di quattro deficenti figli degli anni ottanta a Miss Pamela. Lei stava con la Band. E basta. Il fascino di quest’epoca sperimentale e scanzonata non ha fatto che crescere.

E ringrazierò per sempre Miss Pamela per aver scritto questo libro, per avermi fatto entrare con la mia immaginazione in quell’epoca che si è consumata così in fretta da poterla vedere. E questo per una ragazza “figlia degli anni ottanta”, abituata a vivere in quello che c’è adesso, è una gran cosa.

“Spero di aver nutrito di carne fresca e sangue quel mito prima che diventassi troppo tardi.

Adesso ho voluto portarvi lì con me,

farvi sentire quell’estatica alchimia

che era nell’aria:

sono stata abbastanza fortunata da assistere

a quel moderno rinascimento musicale da godermelo, e da vivere abbastanza a lungo da poterne

raccontare la storia.”

(tratto dall’Epilogo)

Lascia un commento