Tornata oggi alle sei di sera da quando ieri alle sei di sera il mio campanello suona: Lui e Gabry sono fuori che mi aspettano con svariate bottiglie di birra e un sorriso eccitato. Destinazione Datchforum di Assago, concerto di Sir Bob Dylan, che si sogna da gennaio. Io esco con la mia magliettina hippy a tema, ridendo già, con lo zaino per la notte e la borsa con le cose più importanti, acqua, sigarette, MACCHINAFOTOGRAFICA per rendere indelebile la serata. Piacevolissimo viaggio fatto di birra, strada che non si trova, il cielo azzurrino della sera, tanta eccitazione, risate, la pipì che mi fa desiderare qualsiasi bagno improponibile di tutti i baretti sulla strada della Milano di periferia, guardare le altre persone in macchina e pensare “loro non lo sanno dove stiamo andando noi, da Bob“, e Bob che canta dalla nostra radio rendendoci ansiosi e felici. Arriviamo ad Assago verso le 8, beviamo le ultime birre e ci addentriamo nel luogo della meraviglia. Gente dappertutto, deliziosi quanto semilucidi cinquantenni nostalgici ma anche tanti giovani coi capelli lunghi e uno sguardo simile al nostro. Sembrerebbe quasi un concerto di quelli che furono, se non fosse che non siamo in un prato enorme e non siamo negli anni 70. Ma va bene lo stesso! Riusciamo a trovare una posizione che a Gabry non piace, lui che vanta di aver ricevuto un bacio e un occhiolino da Bobby in precedenti concerti: lui vuole stare davanti, dove Bobby lo possa riconoscere! Purtroppo ci dobbiamo accontentare di una posizione non vicinissima, ma almeno i miei due accompagnatori vedono il palco, mentre io [ che nel frattempo penso alle miriadi di vantaggi che comporta l’essere alta ] mi vedo solo spalle, capelli e gente che balla davanti a me, qualche volta scorgo il cappello bianco di Bob e qualche altra volta Lo costringo a tirarmi su. E lì sì che mi emoziono. Eccolo, è lì. Oh mamma, quasi 70 anni ed è lì che si dondola come se ne avesse 20. Che mito, il nostro Bobby. La scaletta non me la ricordo, ma l’emozione più grande l’ho provata in due momenti: quando ha cantato “When the deal goes down” ed ero stretta a Lui, e ci dondolavamo insieme, e ci baciavamo, e attorno a noi altri ragazzi che si baciavano, e Gabry che ancora un pò piangeva dall’emozione, il tutto in mezzo ad una nuvoletta di fumo poco legale che rendeva il tutto ancora più suggestivo. I’ll be with you when the deal goes down. E quando è partita “Like a rolling stone” mi stavo davvero mettendo a piangere, poi è prevalsa l’eccitazione e le nostre mani hanno cominciato ad alzarsi, le nostre voci a mischiarsi, la nostra eccitazione a elevarsi sempre più. Che momenti, mi hanno tolto ogni preoccupazione, che ora è ovviamente tornata. Ma ieri sera mi sono sentita davvero bene, lì davanti a una leggenda vivente, con la persona che amo, con migliaia di altre persone appassionate. E poi il ritorno nella notte milanese, sudati e stanchi come non mai, ma felici, e le tagliatelle rosse alle 2 e mezza di notte, e dormire con te e rendermi conto che sono felice. Un concerto, delle persone a cui vuoi molto bene e tanta voglia di fare, vedere, ascoltare.
Grazie.
28 aprile 2007: Bob Dylan’s Gig
Novembre 16, 2007 di Julie