Little Miss Sunshine
Little Miss Sunshine è il film della semplicità, dell’essere come cazzo si è, dello smascheramento di tutte le nostre debolezze, schizofrenie, sogni e ambizioni, dell’essere diversi da come gli altri ci vorrebbero, è l’ apologia dell’imperfezione, in tutta la sua verità.
E’ il pulmino giallo che non parte, è Olive e la sua innocenza, è il fratello maggiore Dwayne, teneramente emo, con il suo mutismo e le sue ambizioni che si sgretolano, è zio Frank l’omosessuale americano (quasi) maggior conoscitore di Proust, è il nonno che si fuma l’eroina perchè sarebbe da pazzi non farlo se si è vecchi, è il papà Richard, l’illustre sconosciuto coi suoi nove passi, è mamma Sheryl, semplicemente una mamma che tiene insieme i pezzi sorridendo.
E’ stare in mezzo a gente di merda, come ad un concorso di bellezza per bambine di 7 anni truccate come delle donnacce, coi capelli cotonati, il rossetto fucsia e i movimenti di una trentenne esperta: è stare in mezzo a gente di merda ed essere lo stesso come si è, senza vergogna, senza sentirsi da meno perchè si è diversi dalla massa.
E’ l’essere considerati volgari o strani quando la volgarità è tutto intorno, e tu la stai solo ripulendo con un pò di naturalezza.
E’ l’orgoglio di essere una sola Little Miss Sunshine, mentre tutte le altre sono solo tante, tantissime Little Miss California. (puah)

Julie* durante un sabato sera in compagnia di un delizioso mal di pancia che mi rinchiude in casa. Mai un mal di pancia fu così stramaledettamente gradito!
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