18 febbraio 2007: Jeff Buckley, Grace
Novembre 16, 2007
Mi chiedo: se non fosse scivolato tra le onde del Mississippi cos’avrebbe prodotto questo ragazzo? Basti pensare che il suo unico cd, Grace, basta per mille. E che ci sono giorni troppo normali che non sopporti di sentire delle canzoni così maledettamente complicate, che hanno la capacità di ispezionare nella tua mente senza che tu stesso te ne accorga. E’ un cd onirico. Regala immagini e sensazioni vaghe ma ben precise nel loro significato.
Questo è per me Grace. E cercherò di spiegarlo (anche se è impossibile usare delle parole) descirvendo le sensazioni che mi provoca. E le parole sono un surplus quasi fastidioso.
Quando ascolto Hallelujah mi sento come se fossi su un enorme balcone sospeso per aria, ma la luna è lontana, e sono da sola a guardare qualcosa che anche sotto la luce lunare è sfocato e nitido allo stesso tempo, e mi travolge. Buco nello stomaco. Come quello che mi viene quando sento l’acuto finale, che mi sorpende ogni volta. Non so mai quando arriva. Ed è soprendente ogni volta.
°Well your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof
Her beauty and the moonlight overthrew ya
And She tied you to her kitchen chair
And She broke your throne and she cut your hair
And from your lips she drew the Hallelujah
Lilac wine è come uno stato indefinito, triste e offuscato. Pensieri verso qualcuno che non c’è o che semplicemente ci appare lontano. Pensieri offuscati da un dolce vino di lillà. Instabilità.
°When I think more than I want to think
Do things I never should do
I drink much more that I ought to drink
Because it brings me back you
Grace è un turbine dolce e violento. E’ passione. Non servono citazioni. Serve ascoltarsela tutta d’un fiato.
Last goodbye è perdersi negli acuti di Jeff, e immaginarlo mentre si fuma una sigaretta su una vecchia auto in riva al fiume. Solo. A pensare. A lei.
°Kiss me, please kiss me
But kiss me out of desire, babe, and not consolation
You know it makes me so angry cause I know that in time
Ill only make you cry, this is our last goodbye
Lover, you should have come over è semplicemente questa frase per me:
°Too young to hold on and too old to just break free and run
Spero di avervi fatto venire voglia di ascoltare questo magico cd. Sì, perchè è spaventosamente magico. Ancora una volta non avete avuto una recensione seria, ma tant’è, ormai ho capito che non sono capace. Buona settimana a tutti, non lascitevi sotterrare dagli impegni.