Cinisi. Provincia di Palermo. L’inizio del film si apre, circa alla fine degli anni ‘50 con un pranzo di famiglia all’aperto, tra i colori e l’aridità della Sicilia, dove troviamo un piccolo Peppino Impastato che recita davanti al parentame e seduto su una sedia un perfetto Infinito di Leopardi. E’ molto sveglio, Peppino, e la cosiddetta famigghia se ne accorge subito. E tutti hanno a questo punto già capito di che tipo di “famiglia” e di “parentame” si tratti e del contesto in cui ci troviamo.  E’ la Sicilia mafiosa che si è così riscattata, da contadini vestiti di stracci a signori del paese.  Peppino, come ho detto bambino molto sveglio, capisce fin da subito: dopo la morte di uno stretto parente, nonchè signore del paese (morte avvenuta per rubare ovviamente il suo posto) comincia a pensare (ed emblematica è l’immagine che compare sulla locandina, che si riferisce proprio al funerale). Successivamente, e non vi dico come se no vi racconto tutto e io voglio che voi lo vediate questo film, viene in contatto col pittore/ comunista di Cinisi che influenzerà la sua vita, il suo pensiero, le sue azioni.

E così vedrete un giovane Peppino che non sta zitto, che urla senza paura il suo sdegno per l’omertà della gente che tollera e permette alla mafia di resistere indisturbata, urla il suo sdegno per l’omertà del suo stesso padre e di tutti i cosiddetti leccaculo/lacchè di cui il paese è pieno; vedrete un Peppino che con altri si oppone all’esporpiazione delle terre dei contadini per la costruzione dell’aereoporto di Palermo,  vedrete un Peppino che insieme a pochi amici e compagni fonda una radio, Radio Aut, con la quale informare di ciò che davvero accade ( che tutti sanno ma ovviamente non sanno, di cui non hanno visto nulla ma chi? io?! io nieente ho visto) rivestendo il tutto con una satira pungente e molto, molto provocatoria. Figuratevi come deve averla presa Gaetano Badalamenti. Il boss, o meglio, Tano Seduto. E ho detto tutto. Vedrete un Peppino minacciato, censurato, cacciato di casa dal suo stesso padre, lo stesso ucciso dalla stessa mafia che suo figlio cercava di caplestare, quella mafia che andava onorata.  E poi la fine la sapete, è ovvia e raccapricciante. Sì, perchè vedrete anche un Peppino ammazzato.

Cosa c’è da aggiungere? Credo nient’altro, nemmeno stavolta. Le riflessioni stanno a voi. Spero.

 Io posso solo dirvi che questo film lo dovete vedere perchè:

#1 è fatto davvero bene. Il regista è Marco Tullio Giordana, regista anche de La Meglio Gioventù. E non fatemi parlare di cose cinematografiche tipo vedute e mica vedute. Ripeto che non ne so nulla tecnicamente, ma credo di saper riconoscere un buon film da un qualcosa d’inguardabile.

#2 ci_pass1 vi stupirete della bravura di un attore che forse avete conosciuto specialmente ne La Meglio Gioventù che è Luigi Lo Cascio: oltre a essere davvero affascinante e di una bravura e di un carisma da lasciare a bocca aperta.  E io l’ho preferito qua, mille volte più qua che nel film sopra citato. Questo per farvi capire quanto ami questo film, e la sua interpretazione.

#3 Peppino%20Impastatosoprattutto perchè dovete conoscere la storia di quest’uomo o meglio di questo ragazzo, Peppino Impastato (1948-1978), esempio vivente di persona coerente, ma sul serio.  Un esempio di giustizia, di coraggio e di tante altre belle parole che sembrano tanto banali per noi, che le sentiamo continuamente e a sproposito. In questo caso, nel SUO caso,  non ci sono parole più esatte, oggi snaturate e senza più senso. E forse anche prima.

Vi do alcuni riferimenti per imparare qualcosa di più su Peppino e sull’argomento:

  #1 http://www.peppinoimpastato.com     si tratta del sito ufficiale e sempre aggiornatissimo, dove potrete trovare anche delle registrazioni di Radio Aut e foto, notizie e molto altro. Credo che sia tenuto dal fratello Giovanni, dagli amici e sostenitori e fino a pochi anni fa anche dalla madre Felicia Bartolotta , morta del 2003.

#2 http://it.wikipedia.org/wiki/Peppino_Impastato su wikipedia  trovate altre informazioni e link interessanti che riguardano altre persone che gli sono state vicine, dalla madre al fratello agli amici ai compagni.

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