Morti per cosa? Questa è la domanda che mi pongo io in queste ore, come me la sono posta il 2 febbraio di quest’anno, dopo gli scontri di Catania. Ora non bisogna pensare soltanto ai poveretti che sono morti, contro chi si debba ora puntare il dito, non bisognerebbe cominciare a divinizzare le vittime per questa o quella fazione (politica). Bisogna andare più indietro, non soffermarsi solo su quanto è accaduto. Perchè si tratta solo della conseguenza di qualcos’altro. Poca sicurezza negli stadi? Sì, ma voglio andare ancora più indietro. Io, premetto, non sono una tifosa. Anzi. Sono contenta se il Milan vince così Lui non si lamenta troppo, sono contenta se l’Italia vince ma il giorno dopo me ne sono già dimenticata. Quindi io appartengo alla categoria che del calcio proprio se ne fotte. C’è un’altra categoria, quella dei tifosi: amanti del calcio, ferventi sostenitori di questa o quella squadra, gente che ama andare a vedersi le partite in compagnia, che tiene particolarmente all’esito delle partite della squadra del cuore. Con diverse sfumature, dal tifoso doc a quello un pò più disinteressato, diciamo. E poi ci sono loro, gli ultras: generalmente si tratta di gente che fa del calcio la sua ragione di vita ( e detto questo mi potrei anche fermare qui…), gente violenta, che ostenta durante le partite bandiere di vetuste e sconfitte dittature, dalle svastiche alle immancabili celtiche, gente che ti vede in giro con la maglietta della squadra avversaria e gli viene il sangue al cervello e ti ammazzerebbe con le sue mani. Questo è tutto quello che so sul calcio e sulla parte di società organizzata che gli gravita attorno.
Certo, sono generalizzazioni, ma abbastanza fedeli, riconoscetemelo. Non tutti gli ultras sono come li ho descritti, forse siamo intorno a un 99% però. Siamo onesti. Quindi io mi chiedo non solo come si faccia a vivere avendo come unico (o quasi) interesse una squadra di calcio, ma come si arrivi a picchiare e a uccidere in nome di una cosiddetta “fede calcistica”. Mi chiedo come si possa arrivare ad una rissa, a tirare fuori bastoni e altre armi improvvisate, come si possa litigare per una squadra, per una pulciosissima partita. E’ il motivo scatenante queste guerriglie che spaventa. Che sia una partita andata male, un tifoso della squadra avversaria che guarda male. Questi sono dei motivi per scatenare un vero e proprio campo di battaglia? Questi sono motivi per cui morire?
E poi, così come per Raciti, cominceranno a strumentalizzare anche il nome di Gabriele Sandri. L’uno eroe per i poliziotti, l’altro per la tifoseria laziale. Eroe? Forse ci si sbaglia con i termini. Io sono profondamente addolorata per le loro morti, ma per la morte di due persone in circostanze che io trovo surreali e raccapriccianti, non sono addolorata perchè è morto un poliziotto o un tifoso della lazio. Anzi, non nutro particolari simpatie per nessuna delle due “categorie”. Bisogna finirla di usare la morte per supportare cause inutili. Vediamo le cose per come stanno. Gli ultras nella maggioranza dei casi non sono altro che un branco di ragazzi repressi che sopravvalutano l’importanza di una partita di calcio e che aspettano di andare allo stadio per menare le mani, alcuni poliziotti spesso si dimenticano che quella che hanno in mano è una pistola e tanto quanto gli ultras degenerano e con pistole e manganelli ci si divertono anche parecchio. Lo schifo sta da entrambe le parti. Così come ci sarà anche qualcosa di buono, chi lo sa.
Perchè quando succedono eventi come questo, non si cerca di evitare che riaccadano ma al contario ci si rintana ognuno sulle proprie posizioni fomentando ancora di più l’odio reciproco? E lo Stato dov’è? La legge se ne strafotte? Dov’è? Qualcuno me lo spiega perchè invece di andare al CENTRO del problema si fanno polemiche sul fatto che “per un poliziotto si è fermato il campionato e per un tifoso no”? Che senso ha fermare il campionato?
E’ questo allora il problema?Il problema è stabilire se i cattivi sono i poliziotti o gli ultras della Lazio?
E a cosa servono ora tutte le fotografie del povero Gabriele su blog, fotolog ecc messi forse da gente che se fosse stata in quell’autogrill ieri mattina avrebbe fatto volentieri parte della rissa?
E poi qualcuno me lo spiega se i poliziotti sono bravi o sono cattivi? Perchè quando un poliziotto usa violenza o ammazza un ragazzo dell’estrema sinistra è decisamente uno che doveva difendersi e ha fatto bene a eliminare uno che va nei centri sociali e poi incendia le macchine e che schifo manco si lava quel comunista ecc e quando succede che i poliziotti fanno lo stesso magari con dei fascistelli che vanno a fare risse tali e quali a ogni altra rissa allora diventa un lurido poliziotto? Questa si chiama strumentalizzazione. E fa veramente schifo. Vuol dire che non si analizzano MAI i fatti in sè, ma si parte sempre da pregiudizi, da presupposti e preconcetti che grondano di ideologie stantie, figlie del più bieco qualunquismo. E allora vediamo i fatti per come essi sono, e vediamo le persone non solo per come si vestono e quale cazzo di divisa portano.