LA MEGLIO GIOVENTU’ di Marco Tullio Giordana

la meglio gSolo una cosa, visto che non riesco a scrivere molto di questo film.  E’ da vedere. Guardatelo nelle sue sei ore e ripercorrete 30 anni di storia italiana attraverso la storia di una famiglia, la famiglia Carati. La trama non sembra molto avvincente, ma vi convincerete che è tutto il contrario.  E’ avvincente perchè i personaggi, all’apparenza normalissime persone, sono, ognuno nella sua semplicità, straordinari. Gli attori, dal primo all’ultimo, sono straordinari. Quando finisci di vedere questo film hai in testa milioni di riflessioni, di frammenti della personalità di ogni personaggio, che puoi ritrovare. Che speri di ritrovare fuori. Lo so che oggi non sono molto convincente, ma sono presa da mille pensieri e da mille cose da fare. Ancora una volta quindi il mio consiglio è sempre lo stesso. E vi dirò di più. Compratevelo questo film. Lo riguarderete innumerevoli volte, e ogni volta scoprirete un gesto, una parola, un piccolo qualcosa che vi farà sorprendere. Questo è quello che è capitato a me. E poi piangerete, vi struggerete, vi innamorerete. E vi sembrerà di farlo veramente, come se voi foste dentro la pellicola, come se foste amici, o meglio, parenti della famiglia Carati. Questo per farvi capire la potenza emotiva, caricata da eventi dolorosi, come un suicidio, la malattia mentale, la morte di un padre, attentati brigatisti e via dicendo. Un’ultima parola sugli attori: a parte Lo Cascio, sempre molto bravo, rivelazioni di La Meglio Gioventù sono stati per me, cineasta moolto in erba, Alessio Boni, Adriana Asti, Sonia Bergamasco, Fabrizio Gifuni, Maya Sansa, Valentina Carnelutti, Jasmine Trinca, Andrea Tidona, Lidia Vitale, Claudio Gioè.  Insomma, tutti. Con una incredibile colonna sonora, oltre tutto.

Insomma, cari lettori, guardatevelo. Meglio da soli, per dare sfogo liberamente all’intera gamma di sensazioni che proverete di certo,per immergervi nella nostra storia e nei suoi magistrali personaggi e vicende e suoni e colori, con una bella scorta di sigarette e soprattutto di cibo, durante le sei ore che non vi sembreranno sei ore.

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