In questi giorni ho scoperto quanto sia bello portare un basco viola, che Blake aveva una gran personalità e dovrò leggere qualcosa, che non voglio più preoccuparmi di cosa gli altri dicono di me, che questa settimana dovrò spendere ogni minuto libero sui libri, che non vedo l’ora di vederlo tra qualche ora, che ho voglia di polenta bollente col formaggio filante, che non mi ricordavo un cielo così azzurro ed una Sacher così buona, che mio fratello in fondo ha bisogno delle mie parole, che ho voglia di leggere tutte le sere prima di dormire come facevo sempre, che ne ho piene le palle delle parti sempre uguali di Antony Hopkins, che ho bisogno di una visita da un dottore che mi fa moolto paura, che New York si avvicina sempre di più, che mi mancano le coccole al caldo senza null’altro da fare.
Stasera polentata, e da domani parte la settimana di fuoco.
[ Ho finito L'innocenza, della Chevalier: è sempre la stessa storia, io adoro come scrive. A quando il prossimo libro? E stasera s'inizia Delitto e Castigo. Ce la farò? ]
LO SPAZZACAMINO
Cosino tutto nero fra la neve,
Strilla in tono dolente “’zacamino”.
“Dimmi, il babbo e la mamma dove sono?”.
“Sono andati alla chiesa per pregare.
Poiché stavo contento in quella plaga,
Ed in mezzo alla neve sorridevo,
Mi hanno vestito in abiti di lutto,
Ed insegnato i canti del dolore.
E siccome in lietezza ballo e canto,
Ignoran che m’han fatto tanto male,
E stanno a pregar Dio, i Preti e il Re,
Che un paradiso fan di nostre pene”.
Willam Blake, Canti dell’innocenza e dell’esperienza










