Accostamento improbabile.
Se aveva fiducia in lei, nulla gli avrebbe fatto del male, per quanto si seppellisse in profondità, per quanto salisse in alto, neppure per un secondo si sarebbe trovato senza di lei. Esaltando così la sua abilità di circondare e proteggere, non le restava neppure un guscio di sè per potersi conoscere; tutto veniva generosamente donato e consumato.
da Gita al faro di Virginia Woolf (1927)
Pensieri, una sera.
Ti guardo e ti riguardo. Ci conosciamo da molto tempo ma ci sono volte che ti guardo e vedo ogni volta qualcosa di nuovo, di misterioso. Sei sempre stato introverso, con me ti sei svelato. E’ anche per questo che ti amo. Sempre. Io non sono per le cosiddette mezze misure. Superiamo tutto. Nulla può abbattere ciò che è forte, sicuro di sè nonostante le fragilità, le cadute, le battute d’arresto. Nulla di ciò in cui credo può venire abbattuto.
“L’Italia da distruggere”
E’ tutto il giorno che piove, incessantemente. Giornata di studio proficuo, e di parallele riflessioni. Ci potranno essere giornate nere, giornate storte, brutte persone sulla mia strada. Ma io, sebbene non sappia ancora esattamente quale sia, so come dovrebbe essere. So cosa si prova, urlando su una carcassa di macchina, accanto a una casa che è una nave, su un infinito abisso inesplorato. So che il mio essere onesta, con me stessa e con gli altri, in questo paese svalvolato forse non mi porterà a nulla, ma spero di non perdere mai questa coerenza, e questo modo di voler essere. Sì, e sempre la stessa storia, ma non mi stanco di ripeterla, visti i tempi bui…
Vi lascio qualche video e qualche link, che hanno accompagnato la mia giornata ( la canzone degli Shins a dire la verità è già qualche giorno che non me la scrollo ).
Lettera di Pier Luigi Celli a suo figlio, su Repubblica di oggi.
Topo di biblioteca: mode on.
Ritorno dopo più di un mese di assenza per rassicurare i miei buoni lettori. Sono ancora viva, sebbene intrappolata nei portoni dell’università praticamente dalla mattina alla sera, e non che la cosa mi dispiaccia, s’intende. Frequento tre corsi che mi appassionano ( beh a parte diritto civile, quello mi appassiona abbastanza poco! ), e a metà ottobre ho chiesto la tesi, in diritto penale minorile. Materia molto interessante, e un oggetto di ’studio’ e soprattutto tutela che merita un’attenzione maggiore, dal mio punto di vista. Tra aule, appunti, e pomeriggi in biblioteca a cercare libri le cose ora vanno bene. La solita crisi di ottobre se n’è andata, e con lui anche la stanchezza iniziale, i dubbi; se n’è andata la smania di dover dimostrare qualcosa a persone ingnoranti e arriviste, qualcosa che va ben oltre quello che possono capire. Lui sempre al mio fianco, a sorreggermi quando ne ho bisogno, e a darmi le scosse giuste. Ora vado, il mio libro si sta aprendo da solo.
Prima di un altro nuovo inizio..
Dopo mesi di studio, di ansie, di esami; dopo giorni di mal di denti in giro per casa come uno zombie; dopo giorni in cui il tuo ragazzo è semirecluso in casa per passare l’ultimo esame della sessione e quindi irreperibile; dopo aver pulito e sistemato ogni angolo della casa, cambio armadio compreso: dopo tutto questo serve un pomeriggio di assoluto egoismo.
Una giornata di relax totale a casa da sola, o meglio con Thelma, la quale comporta: sveglia alle ore 11; caffè amaro in piagiama davanti al computer senza alcuna fretta; pranzo alle 2 e mezza consistente in un etto e mezzo di spaghetti con sugo alle olive e capperi davanti alla tv, concludendo con fetta di pane e abbondante nutella; altro caffè d’ordinanza post pranzo in terrazza soleggiata (il sole di settembre è qualcosa di incredibile e delicato); pulizia del viso seria con latte detergente, tonico, peeling, bagno di vapore e maschera; bagno caldo con scrub al corpo, maschera per capelli e Thelma che mi osserva chiedendosi come io possa stare tanto tempo nell’acqua; crema all’aloe vera su tutto il corpo; ascigamento capelli nell’ultimo sole; tè verde mentre scrivo questo post sul mio nuovo MacBook che già adoro infinitamente; il mio divano e il mio libro che mi attendono.
Domani riprende l’università, e questo sarà un anno decisivo. L’ultimo anno. Devo decidermi a chi chiedere la tesi, devo fare e pensare mille cose, ma ci penserò domani. Per quello che rimane oggi mi voglio solo rilassare, sorridere da sola, ascoltare la mia musica ed essere felice solo appoggiando la schiena sul quel mio enorme cuscino verde foglia, e aprire il libro.
Qualcuno…
Sei qualcuno che mangia zitto alla mia destra, fastidioso ruminare, cucchiaio che batte tra i denti dopo un’esagerata boccata. Sei qualcuno che non è mai riuscito a parlarmi, nè tristemente a conoscermi. Sei qualcuno che si è limitato a darmi passaggi, soldi e, se posso permettermi, anche qualche dolore. Sei qualcuno che apprezza ben poco di quello che ha, che vorrebbe sempre essere da un’altra parte, con altre persone, che sono in un certo modo che ancora non ho ben capito. Sei qualcuno che vive con un orologio nella testa, e deve trattarsi di un orologio molto importante, evidentemente. Sei qualcuno che si lamenta, che brontola, che dice tante parole ma non si comporta di conseguenza. Sei qualcuno che probabilmente avrebbe voluto un’altra famiglia, o se proprio non vogliamo essere così tragici, che non ha voglia di tornare a casa per pranzo, perchè a pranzo trova solo qualcuno che gli fa da mangiare ogni giorno pranzo e cena, che gli lava e stira da venti anni i suoi maglioni sempre degli stessi patetici colori, e che però non è troppo gentile. Sei qualcuno che non si preoccupa del mio silenzio, della mia ostilità, del mio rifiuto.
Patate al burro a quadratini per me.
Mangio cracker salati davanti al pc, e mi godo un pomeriggio d’ozio. Stamattina un altro esame, e ora mi sento più che stanca. Ripenso alla cena di ieri sera: Tu mi hai cucinato le tue famose buonissime patate al burro, e tagliato i miei affettati preferiti. Hai sopportato ancora una volta i miei nervosismi e la mia stanchezza. Non mi viene in mente niente che conti più di questo. Il tuo appoggio, sempre. Oggi mi accontento di guardare video di gatti su Youtube, lasciando che la stanchezza scivoli via. Mi ha chiamata la biblioteca, ed è pure arrivato il mio libro ( Al faro, Virginia Woolf). Si aggiungerà ai libri che divorerò in questi giorni.
Eddie continua a cantare per me…
Momenti stupidi, in cui sembra che facile sia bello. Amo la difficoltà, la verità, il non abbandonare mai. Amo studiare con Eddie Vedder che si propaga per la casa, e c’è un bel clima settembrino, e Thelma comincia il suo pisolino sul divano. Non voglio più scordami chi sono, nemmeno per un istante.
Il corpo delle donne – Documentario
In questa pigra domenica, sola in casa, mi sono riappropriata del mio computer. Letto le notizie, spulciato tutte le mail, dato un occhio a tutti i blog che seguo. Su quello di Riccarda Serri ho trovato il link a questo documentario, e vi consiglio di guardalo.
Con la mia musica in sottofondo vado a prepararmi una bella pasta al pomodoro. Sistemerò con calma la mia camera, i miei libri, i vestiti sparsi. Metterò libro in borsa, aspetterò che Thelma rientri e tu verrai a prendermi.
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