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Provare ad essere forti è un obbligo. E’ necessario passare viaggi in macchina la sera nascondendo le lacrime, guardando le luci lunghe sopra il lago, e osservando i passeggeri delle altre macchine, passeggeri che sembrano tutti diretti ad una festa. Le lacrime non si trattengono, ed è necessario anche questo. Pensare a quel ragazzo che ti ha dato e ti da ancora così tanto, e allo stesso tempo ti fa soffrire; è necessario ricordarsi delle cose belle, e sapere che ci sono ancora. Quel ragazzo di cui proprio ora hai sentito la voce. Che domani rivedrai ancora: è necessario pensarla così. Ascolto John Lennon e la sua canzone di Natale che non c’entra niente, ma mi fa sentire ottimista. E allora la metto, e mi preparo ad andare a dormire.

Let’s hope it’s a good one, without any fear.

Motivation!

“Morire per delle idee”

Questa ragazza è morta così, davanti a una telecamera, tra spari e urla. Stava camminando, manifestando pacificamente per le strade della sua città. Guardando questo video non posso trattenere il pianto. Facciamo girare queste immagini tragiche, dimostriamo che Internet può abbattere qualsiasi censura, qualsiasi regime liberticida.

Meno uno.

Quante volte mi è capitato di immaginare qualcosa, un evento futuro, di costruirlo nella mente e poi di esserne delusa? Quante volte ho immaginato una persona inventandola completamente? Quanto tempo perso a pianificare atteggiamenti e conseguenze impianificabili? Cercando sempre di essere l’unica creatrice del futuro, cercando di tagliare fuori destino, imprevisti e lacrime. Solo tu, fra tutti, sei riuscito a calmare questa parte di me. Ora non riesco più a fare qualcosa solo per me, senza ansia, senza preoccuparmi di tutto ciò che sta intorno. Tutto sta intorno e non dovrebbe toccarmi. Non tutto l’intorno vorrei eliminare, ma solo l’intorno che razionalmente non m’importa, ma che non mi sta dando tregua. Andatevene, aspettative maledette, perchè non mi fate respirare.

C’è afa. Poco più di un giorno fa il primo esame è andato, e sono già davanti al pc: devo scrivere una tesina di venti pagine sulle adozioni internazionali. Troppe aspettative distruggono impegno, intelligenza, calma. Scrivere ricostruisce tutto.

” Pronunciare una ferita quando è appena ricucita non è semplice. Arginare la tensione, contenere un’emozione è più nobile. “

Cristina Donà, “Conosci”


Esami, ancora.

Leggere, sottolineare, ripetere. Apprendere, ricordare, memorizzare. Dimenticare, andare a rivedere, nuovamente ricordare. La fatica dei primi giorni di studio intensissimo pre-esame lascia il posto alla consueta frenesia di ripasso continuo. Fuori esplode l’estate, qua dentro io e il mio cervello fondiamo a modo nostro. Il giugno e il luglio di uno studente universitario in modalità sessione estiva sono così. Nervosismo, ansia, ma anche una certa sicurezza di sè e una voglia di concludere in bellezza anche questi esami. Gli attimi di pausa sono contati, tipicamente connotati dall’ingurgitamento di schifezze e di litri di caffè, attimi di coccole a Thelma, minuti al telefono, corse serali, attimi di lettura rubati, film in streaming quando ormai la palpebra è cadente, e corpo e mente reclamano una cosa sola: il letto. I pochissimi momenti per noi, che ricaricano. Ricaricano tantissimo.

Anche questo sarà un pomeriggio di inevitabile ripasso, ma solo dopo aver bruciato un pò di calorie ma soprattutto di tensione sul mio stepper (rivalutato) con la musica altissima, e una bella doccia. Ore di studio e poi, finalmente, a cena con te. E’ periodo d’esami, sono stanca e molto irritabile: ma  felice.  Chi mi conosce sa che in momenti di stress, oltre a stressarmi, penso a ciò che sarà dopo: libertà, sole, letture, nuove mete.


Go to the mirror, boy!

Pensate e dite di me ciò che volete. TANTO NON M’INTERESSA.

Domani sera..

..sarò tra il pubblico di “Che tempo che fa“, su Rai3. E sono anche un pò emozionata perchè c’è Corrado Guzzanti.

Dite che se glielo chiedo me la fa un pochino Vulvia?

La Libertà dopo la fatica.

Domani mattina la sveglia è puntata per le 8: preparerò la mia colazione ( caffè o tè verde, due o tre fette di pan carrè tostate con marmellata ) e spero che alle 9 io stia studiando nel fresco dello studio. Non voglio più studiare fino all’una di notte, e svegliarmi rintontita alle 11. Stasera alle 7 vado anche a correre, sperando di trovare la voglia per andarci un pò più spesso. Insomma, non so se si è capito: cerco d’impegnarmi per arrivare alla fine di questa sessione estiva soddisfatta, in forma, pronta a godermi dei giorni di meritato riposo. Anche Lui si sta impegnando, e proprio nella fatica sto comprendendo quanto lo amo.

Adoro fantasticare sulla libertà, dopo la fatica. E’ come quando ci si prepara ad una lunga gita in montagna: ci si allena, si sa che saranno ore di fatica, di salita, di acqua da razionare, di sudore. Ma quando si arriva in cima ci si siede su un sasso nell’erba: si contempla la natura, la meta raggiunta. Si apre lo zaino e si addenta con gioia un panino al salame, si beve acqua fresca a volontà.

Il titolo non serve.

Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.

Sono nello studio fresco, e mentre faccio una pausa dalla criminologia ( sto leggendo l’interessantissimo libro del mio professore, “Cosmologie violente” ) apro distrattamente Google. Un Google come spesso accade personalizzato. ” 22 maggio 1844, nascita di Mary Cassat “, pittrice statunitense mai sentita. Sono curiosa, e ne leggo la biografia su wikipedia. La criminologia aspetta. Ammiro vari dipinti su Google immagini, e rimango colpita da uno in particolare, che mi sembra davvero meraviglioso, il primo qui sotto. Adoro internet, e le infinite possibilità di scoperta che offre.

Breakfast in bed

Children on the beach

Girl arranging her hair

Maternal kiss

Sara holding a cat


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