Maggio 15, 2008

Vintage and Hippie per tutti.

Ultimamente scrivo poco, sia per il poco tempo sia perchè è periodo di scarsa ispirazione, eppure le cose da scrivere ci sarebbero. Sono stanca e devo studiare migliaia di pagine, quindi ripesco questa cosa scritta ad agosto dell’anno scorso sugli Appunti di Style.it, quando evidentemente avevo poco da fare. E’ una specie di articolo-sfogo sul boom del vintage, che ora potrebbe essere affiancato dal boom dello stile Hippie, ammesso che si possa parlare seriemente di stile modaiolo riguardo al modo di vestire appartenente a un movimento anti-moda come quello Hippie, vabbè. Ve lo ripropongo qui.

Vintage Vintege Vinteig

Non so voi, ma io non ne posso più di sentire e leggere questa parola.

Più inflazionata delle ballerine fiocchetto/pois. E non solo sono stufa, ma mi sento anche abbastanza offesa, perché ho sempre amato quello che oggi spopola fra le cosiddette “fashion-addicted” e diciamocelo, io sono gelosa, come se avessi la sensazione che tutto ciò che io ho sempre apprezzato ora venga “amato” per il semplice fatto che ora va di moda. E’ come se avessi avuto un amico un po’ sfigato, gracilino e malaticcio, preso in giro da tutti fino allo sfinimento, finché diventa famoso, o ricco e tutti allora gli stanno addosso, lo usano ecc. Il sentimento è circa questo. Sembra che adesso una maglietta della mamma che i più usavano per fare la polvere sia diventata un oggetto cult, più rovinata è meglio è.

Eh no! Questo è sempre stato per me legge, appena potevo quattordicenne andavo nei vecchi bauli della mamma e mi appropriavo di vecchi occhiali, borse, cinture. E venivo anche considerata una poveretta un pò originale dalle mie compagne delle medie che si rifornivano da Onix e Fornarina. Adesso vanno in giro con occhialoni (rigorosamente vintage eh, non scherziamo!), vestitini da cocktail supercorti (presi al mercatino vintage!) e accessori supercostosi, finti-vecchi, per niente vintage quindi (massì ti dico che è vinteig!).

Basta stuprare questa parola, e il significato che ci sta dietro. Che dovrebbe essere tutto, tranne che quello che è diventato.E poi, mi volete spiegare da dove sono sbucati fuori questi milioni di mercatini vintage?

Maggio 8, 2008

Parallelismi ( e i clown verdognoli )

Oggi pomeriggio sono andata a fare ripetizioni alla ragazza che seguo da un paio d’anni. Ha diciassette anni ed è sveglia seppur non troppo sicura di sè ( chi è sicuro di sè a diciassette anni? ). La aiuto a studiare, cercando di insegnarle a studiare bene, con metodo, anche se non so se ci sto riuscendo o no. Oggi era la volta di storia. Super ripasso in vista della verifica di domani. Nazismo. Oggi lei era più curiosa del solito, faceva molte domande mentre cercavo di spiegarle più di quello che compare nel suo libro. Dopo che mi ha chiesto se Hitler era un comunista, ecco, ho deciso di approfondire un pò di più di quanto non abbia fatto il suo professore. Le spiego le tragiche condizioni della Germania dopo la prima guerra mondiale, le catastrofiche conseguenze della Crisi del ‘29, le premesse del partito nazista, e quindi ode alla guerra, corporativismo esagerato, odio per i ricchi e i comunisti, purezza della razza ariana e ebrei come capro espiatorio della penosa situazione della Germania. A un certo punto mi ha chiesto, stupita: “Ma come cazzo hanno fatto i tedeschi a dar retta a uno così?” L’ho guardata contenta di questa domanda sincera e curiosa, e ho nuovamente cercato di spiegarle il perchè, in soldoni: “Considera un paese ridotto in miseria, ma miseria di quella che muori di fame, che si vede arrivare un tizio sbraitante e sicuro di sè che promette la rivincita della Germania, che gli da speranze fasulle, promette che la Germania diverrà il paese più ricco ed esteso, che spazzerà via quegli ebrei razza impura che hanno portato rovina al loro paese, rubando lavoro ai tedeschi e arricchendosi sempre di più; il suo partito si rivolge alle masse, forse rese ignoranti per colpa della miseria, ecco, le masse sono state la sua più grande forza..”

E lei fa un salto sulla sedia, spaventata: “La Lega! Aiuto!” Io le ho risposto che non è esattamente la stessa cosa, ma il suo parallelismo non è del tutto errato.

Comunque, la sto educando bene!

Maggio 8, 2008

‘namo bene.

E’ molto semplice la cosa. Qua sotto metterò il link a una pagina di un noto quotidiano online. Voi ci cliccherete sotto, e andrete a vedere cosa m’interessa voi vediate. Sotto al link ci saranno due video che penso si addicano alla lettura che state per fare, ma non sapevo decidermi, quindi a voi la scelta. Lettura e ascolto dovrebbero essere contestuali, così si rende meglio l’idea.

Click!

Video Uno.

Video Due.

Maggio 5, 2008

Niente gatto. Ancora grandi paroloni dal Grande Saggio, perle di saggezza davvero spiazzanti, conclusi con innumerevoli sigarette e singhiozzi al telefono. Niente gatto. L’atmosfera è pesante quanto una pressa di metallo, il cielo è bianchiccio e oltre al mal di gola s’aggiunge anche un bel raffreddore. Niente gatto. Una giornata febbricitante e solitaria, immersa in pensieri monocromi. Niente gatto. Tu vai a dare ripetizioni dal fratello del tuo amico, e io sono a casa a studiare e a pensare alla serata di ieri, la serata dei litigi e del triste epilogo del mio quasi gatto. Niente gatto. Tu come sempre mi hai ascoltata, e io come sempre mi sono sfogata. Ma certe parole non si tolgono di dosso così facilmente, rimangono nella memoria e resistono, e vorrei solo sapere come dimenticarle, lo farei immediatamente. Nulla di grave, solo tristi rituali verbali ormai antichi, ma sempre pungenti e amari, cattivi. Niente gatto. Il gatto è ciò che corona il tutto, il degno epilogo di una pessima serata di paroloni e ripicche. L’unica cosa di cui ho voglia è finire di leggere questo capitolo, fare una doccia profumata e riposarmi, ricaricarmi. Le lezioni sono ricominciate, e domani passerò la giornata con te, mangeremo e studieremo insieme in università, poi guarderò la vostra partitella tra fisici. Azzero i pensieri negativi, anche se. Niente gatto. Mi accontenterò di guardare foto come questa, finchè non avrò un posto mio, e allora. Solo gatti, di persone poche e accuratamente selezionate. Niente gatto.

Maggio 4, 2008

Edward mani di forbice ( Tim Burton, 1990 ) e pensieri.

Ieri pomeriggio in televisione hanno dato Edward Mani Di Forbice ( Edward Scissorhands ). Io, con la mia febbriciattola e la mia gola di nuovo in fiamme a causa di serate ballerine senza calze, e tu che mi curi, accoccolati sul divano attorno alla mia coperta di lana, multicolore. Questo film di Tim Burton non so quante volte l’ho visto, probabilmente migliaia, ed ogni volta la magia mi rimane appiccicata addosso: la magia di questa pellicola in particolare, la magia che i film di Tim Burton hanno la misteriosa capacità di trasmettermi. La sento ancora pizzicorina, non accenna ad andarsene, sebbene ne avrebbe avuto tutte le ragioni, questa sera. Sorvoliamo, e parliamo di Edward Scissorhands, magistralmente interpretato da Johnny Deep. Probabilmente ciò che rende così apprezzabile questo film sono le due tematiche principali: l’emarginazione del diverso e l’amore impossibile. La cittadina americana, con le sue villette tutte uguali, anonime e scialbe, contrasta con il giardino del castello: i colori pastello delle case dovrebbero trasmettere una sensazione di benessere, mentre il lugibre castello dovrebbe spaventare, dovrebbe far inorridire. Il castello è lugubre e cadente, così come l’aspetto di Edward lascia alquanto a desiderare: è bianco come un cadavere, i suoi capelli sparano ovunque, ha gli occhi incavati e nere occhiaie, si muove come una macchina e per mani ha due enormi forbici. Ma il giardino del castello è una meraviglia, le siepi formano fantastiche figure, così come l’anima di Edward è limpida, fantasiosa, capace d’amore sincero. Ma Edward è diverso: a partire dalla sua casa, dal suo aspetto, dalla sua personalità. Il diverso incuriosisce, spaventa, ma se è buono può essere sfruttato come si può, poi emarginato, ucciso, segregato, nascosto, deriso. Niente di troppo lontano da storie già sentite, non credete? Solo qualcuno, dalla personalità sensibile e pensante, riesce a riconoscere la grandezza nella fragilità e diversità di Edward: si tratta di Kim, impersonata da una incantevole Winona Ryder. Ecco l’amore impossibile, impossibile ma vero, sublime, puro.

Tim Burton mischia temi importanti e ambientazioni e musiche fantastiche in una fiaba surreale, che fa paura da bambini, e incanta e spiazza quando si è più grandi. Se poi si conosce la personalità del regista, non si può che apprezzare ulteriormente il suo lavoro, contestualizzandolo e capendolo di più: genio finalmente compreso, anticonformista e artista fortemente visionario. Ora compare con i suoi scheletri sulle borsette delle teen-ager ed è indubbiamente ricco e famoso, ma mi piace pensare che sia fedele sempre a questa sua dichiarazione:

A Hollywood ci vado solo per lavorare, non vivo più a Los Angeles, la mondanità non mi piace, mi sento vicino ai miei personaggi poco integrati e in conflitto con la società: anch’io tendo a interiorizzare tutto, sono chiuso, solitario e arrabbiato.

Maggio 1, 2008

Primo maggio

Buon primo maggio a tutti i lavoratori, in memoria di chi ha perso la vita lavorando.

Lunch Atop A Skyscraper  - Charles C. Ebbets

Maggio 1, 2008

Saturno Contro

Ho appena finito di vederlo, e ho le solite lacrime post finale ancora sulle guance. Questo film merita, ma non voglio scrivere nulla, non voglio anticipare nulla. Le altre volte vi consigliavo un film? Ora vi obbligo a vederlo, e a essere più bravi di me per riuscire a scriverne.

Ci sono momenti come questo in cui riesco a sentirmi felice. Voglio che rimanga tutto così per sempre. Anche se so che per sempre non esiste.

Aprile 30, 2008

Operazione Gatto #1

Sono emozionata mentre scrivo, e anche un pò impaurita se tutto ciò non dovesse riuscire. Un amico ha una gatta. Questa gatta ha avuto quattro gattini pochi giorni fa. Li regala. Io è da sempre che desidero un gatto, i miei hanno sempre negato. Sporcano, portano malattie, dove lo lasci quando vai in vacanza, io non te lo curo quando sei via! Ma oggi, chissà come mai, ho chiamato mio padre, e mi ha detto di sì. Devo aspettare un mese e poi, all’insaputa di mia mamma, arriverà a casa il piccolo Franklin ( Benjamino ) o la piccola Thelma.

In tutta Italia la democrazia sembra sull’orlo di una crisi, ma in casa mia sopravvive: io, mio padre, mio fratello siamo favorevoli. Se mia mamma non vuole mi dispiace, ma la maggioranza avrà già deliberato. Incrocio le dita, e spero di non litigare con mio padre in questo mese! Vi terrò aggiornati.

Oddio, quanto ti aspetterò piccolo musino.

Aprile 29, 2008

Alemanno sindaco di tutti? Ma per favore..

Avrai anche vinto, stravinto anzi. Ma ricordati che parte della gente che ti supporta ieri sfoggiava liberamente, con gaudio, saluti romani e bandiere con croci celtiche, eredi dei migliori fascisti, che sembravano decaduti nel nulla. No. Ora riemergono in tutta la loro baldanza, sventolando bandiere italiane come se l’Italia fosse solo loro. Ragazzi di Azione Giovani così fieri, ancora cartelloni per nulla spiritosi e bandiere dell’Italia accanto a croci celtiche e braccia tese. Avete vinto, stravinto. Adesso, Gianni, non hai che conquistato l’avamposto più importante, la Capitale. Sei il degno amministratore di chi ti ha votato, sarai davvero il sindaco di tutti? Sei così certo che tutti si mescoleranno a quella gentaglia che s’è vista ieri? Adesso organizzerete spedizioni punitive nei campi rom? Che belle scampagnate potrebbero essere! Hai davvero abiurato, Gianni, le tue vecchie posizioni estremistiche da fedele missino, o hai ancora in mente di aggredire studenti con altri amichetti? No, eri giovane, ora sei grande. Si può criticare un presidente della Repubblica perchè era comunista, ma guai a ricordare al sindaco di Roma di quando si divertiva a picchiare e lanciare molotov con gli amici del Fronte della Gioventù! Come può un sindaco che vuol essere il sindaco di tutti, permettere che si verifichino scene come quelle che tutti abbiamo visto ieri, a Roma? Schiere di neofascisti dappertutto! Ma sei proprio sicuro di essere il sindaco di tutti? Te lo devo dire io che certi simboli e certe vergognose e stantie manifestazioni sono vietate, la legge Scelba ( legge n° 143/ 1952, vieta l’apologia del fascismo ) se la sono dimenticati tutti? Approfittatene, Bossi ha detto che i fucili sono sempre caldi. Che bella gente che ci governa, che bella gente. E che bella gente che è così felice.

Aprile 28, 2008

Bright Eyes “First Day Of My Life”

Per TE.

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